Covid, Ruspandini attacca: “Sistema di intermediazioni inaccettabile”

massimo ruspandini fdi

Nuovo affondo politico sulla gestione dell’emergenza Covid da parte del governo Conte II. A intervenire è Massimo Ruspandini, deputato e vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, che chiede di fare piena luce sulle testimonianze emerse in Commissione Covid.
Secondo Ruspandini, le audizioni avrebbero delineato «un quadro inquietante di relazioni, intermediazioni e affari» che, a suo giudizio, ruotavano attorno alla gestione dell’emergenza.
Al centro delle sue dichiarazioni c’è il cosiddetto caso Portobello. Ruspandini richiama quanto riferito in Commissione dai vertici della società, secondo i quali l’avvocato Luca Di Donna, presentato come ex collega di Giuseppe Conte, avrebbe ricevuto 125mila euro per un’attività di introduzione ai vertici di Cassa Depositi e Prestiti nell’ambito dell’ottenimento di un finanziamento da 3,5 milioni di euro.
Il parlamentare cita inoltre le dichiarazioni di alcuni imprenditori che avrebbero riferito di essere stati avvicinati con proposte economiche collegate all’assegnazione di commesse della struttura commissariale, con percentuali che in alcuni casi sarebbero arrivate al 10 per cento.
Ruspandini parla di circostanze che, se confermate, descriverebbero un sistema di intermediazioni particolarmente grave, soprattutto considerando il contesto dell’emergenza sanitaria, caratterizzato da lockdown, sacrifici e una crisi economica e sociale senza precedenti.
Da qui la richiesta di chiarimenti rivolta anche all’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte: secondo Ruspandini, sarebbe necessario spiegare perché il suo nome e i suoi rapporti professionali sarebbero stati utilizzati per accreditare intermediari presso istituzioni pubbliche e per quale motivo, a quanto riferito, non vi sarebbe stata una reazione pubblica a tali circostanze.
«La Commissione ha il dovere di andare fino in fondo», sostiene il deputato di Fratelli d’Italia, ribadendo che l’obiettivo deve essere quello di accertare i fatti e comprendere se, durante la gestione dell’emergenza Covid, sia realmente esistito un sistema di rapporti e interessi attorno alle commesse e alle decisioni pubbliche.
Si tratta, al momento, di contestazioni e ricostruzioni al centro dell’attività della Commissione, che dovranno essere verificate e valutate sulla base degli elementi acquisiti.

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