Aule scolastiche troppo calde e condizioni di lavoro e studio sempre più difficili. È questo il tema al centro del confronto avviato nel Lazio dopo l’emergenza caldo che sta interessando gli istituti scolastici.
La Regione ha riunito gli assessori Alessandro Calvi e Manuela Rinaldi con le organizzazioni sindacali per affrontare la situazione. Se le temperature dovessero rimanere elevate, non viene esclusa la possibilità di un’ordinanza per consentire la sospensione delle lezioni nelle giornate in cui all’interno delle scuole si dovessero superare i 35 gradi.
L’ipotesi nasce dalla necessità di intervenire rapidamente di fronte a una situazione considerata di carattere straordinario. Nel confronto è stata inoltre condivisa la necessità di istituire, entro ottobre, un tavolo permanente sull’edilizia scolastica, coinvolgendo Ufficio scolastico regionale, Upi, sindacati e altri soggetti interessati.
L’obiettivo è andare oltre l’emergenza e programmare interventi strutturali per rendere gli edifici scolastici più sicuri e adeguati alle nuove condizioni climatiche.
I dati sull’edilizia scolastica evidenziano infatti un ritardo del Lazio. Secondo l’Anagrafe dell’edilizia scolastica 2023-24, su 3.203 edifici censiti nella regione, soltanto 58 risultano dotati di sistemi di climatizzazione, pari all’1,6%, contro una media nazionale del 6,8%. Anche sul fronte del fotovoltaico il Lazio registra una percentuale del 6,6%, rispetto al 12,4% della media italiana.
Tra le proposte avanzate figurano interventi per l’isolamento termico degli edifici, schermature solari, “cool roof”, oltre all’installazione di impianti di climatizzazione e sistemi di ventilazione ad alta efficienza, sfruttando risorse regionali ed europee.
Il messaggio emerso dal tavolo è chiaro: nell’immediato servono risposte alle temperature estreme, ma nel medio e lungo periodo occorre una vera strategia per rendere le scuole più sicure, efficienti e vivibili.
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