Stellantis, la FIM-CISL chiede un vertice urgente con il CEO Filosa: “Serve chiarezza sul futuro di Cassino”

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Cassino – La FIM-CISL alza la voce e chiede un incontro immediato con il nuovo amministratore delegato di Stellantis, Carlos Tavares ha lasciato il timone a Filosa, per affrontare una situazione definita “non più sostenibile” nello stabilimento di Cassino. A sollecitare il vertice è Ferdinando Uliano, segretario generale del sindacato, che invoca un confronto urgente con tutte le organizzazioni sindacali per discutere delle prospettive industriali del gruppo e del destino della fabbrica laziale.

Una crisi che pesa su Cassino

Da mesi lo stabilimento è in attesa di un nuovo piano industriale, ma la realtà racconta di una condizione sempre più critica: i nuovi modelli annunciati non sono ancora entrati in produzione e i livelli produttivi hanno toccato i minimi storici, mai registrati prima. Una situazione che alimenta incertezza tra i lavoratori e rischia di mettere in ginocchio il tessuto economico locale.

Produzione a singhiozzo e salari ridotti

Dal 24 luglio scorso il reparto montaggio è fermo e solo il 2 settembre riprenderà le attività. Nel frattempo la lastratura ha riavviato le linee nella giornata di ieri, mentre oggi è stata la volta della verniciatura. Una ripartenza a scartamento ridotto, che si traduce in salari tagliati e in una crescente vulnerabilità per centinaia di famiglie e per l’indotto.

Ammortizzatori sociali e prospettive incerte

La nuova richiesta di Stellantis di ricorrere agli ammortizzatori sociali in diversi stabilimenti italiani conferma le difficoltà che il mercato dell’auto sta attraversando lungo tutto il 2025. Per la FIM-CISL, la priorità ora è aprire un confronto diretto con il vertice aziendale, per garantire trasparenza sui piani futuri e rassicurazioni concrete ai lavoratori.

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