Un cuore nuovo e la speranza di una vita normale. Ma per Marco (nome di fantasia), un bambino di 7 anni, il percorso dopo il trapianto cardiaco si è rivelato più difficile del previsto. Pochi mesi dopo l’intervento, il suo cuore ha sviluppato una complicanza tipica degli adulti: un’ostruzione delle arterie coronarie causata da una rara e grave condizione chiamata “vasculopatia da rigetto”.Una situazione critica che avrebbe potuto compromettere la funzionalità del nuovo organo e mettere a rischio la sua vita. A intervenire per risolvere questa emergenza sono stati i medici del Bambino Gesù e del Policlinico Gemelli, unendo le loro competenze in un’operazione tanto rischiosa quanto innovativa.L’ostruzione, localizzata nell’arteria discendente anteriore prossimale, era completa e richiedeva un intervento di angioplastica con il posizionamento di uno stent. «L’anatomia particolarmente complessa della lesione coronarica ha reso l’operazione una vera sfida» ha spiegato all’ansaFrancesco Burzotta, direttore della UOC di Cardiologia del Policlinico Gemelli.Marco era affetto da una miocardiopatia dilatativa, una grave patologia che aveva già richiesto l’impianto di un cuore artificiale, utilizzato per oltre un anno in attesa del trapianto definitivo. «Il trapianto è stato effettuato con successo, ma purtroppo, tra le possibili complicanze, c’è la vasculopatia da rigetto cronico, che in questo caso ha causato l’ostruzione di un vaso del cuore» ha evidenziatoAntonio Amodeo, direttore dell’UOC Scompenso, Trapianto e Assistenza Meccanica Cardio-Respiratoria del Bambino Gesù. L’esperienza maturata nel trattamento delle coronaropatie negli adulti è stata fondamentale per affrontare un caso così raro in un bambino. «È la prima volta che applichiamo questa terapia a un paziente così giovane» ha aggiunto Burzotta.Il risultato dell’intervento è stato eccellente, dimostrando come l’esperienza e l’innovazione possano fare la differenza anche nei casi più complessi.Per Massimo Massetti, direttore del Dipartimento di Scienze Cardiovascolari del Gemelli, questo caso rappresenta un esempio della filosofia che guida il nuovo Centro Cuore, il polo dedicato alle patologie cardiovascolari che sta nascendo all’interno del campus romano. «Non ci limitiamo a curare la patologia, ma ci prendiamo cura del paziente nella sua totalità», ha sottolineato Massetti. Oggi Marco sta bene e il suo percorso rappresenta una speranza non solo per lui, ma per tutti i bambini che affrontano situazioni simili. Un doppio miracolo, reso possibile grazie alla dedizione e alla competenza di due eccellenze della medicina italiana. Fonte leggo.it – foto archivio
Prima il trapianto, poi la complicazione: bambino di 7 anni sopravvive a un doppio miracolo
