Omicron, Lazio: verso la “zona gialla” venerdì il cambio di fascia

LAZIO-ZONA-GIALLA

Questa sarà l’ultima settimana in zona bianca. Il giallo è arrivato, puntuale dopo Natale e giusto in tempo per Capodanno. I dati sull’occupazione ospedaliera del Lazio, giornalmente aggiornati dall’Agenas, non mentono: ieri la nostra regione per la prima volta ha sballato tutti e tre gli indicatori.I ricoveri ordinari – quelli che finora ” salvavano” il Lazio – sono arrivati al 15%, ovvero il limite che determina il salto di fascia, le terapie intensive sono al 14% ( ben oltre la soglia del 10%), per non parlare dell’incidenza che la scorsa settimana superava i 250 casi per 100mila abitanti, quindi cinque volte superiore al paletto dei 50 per 100mila.Di zona gialla si parla da giorni nei corridoi dell’assessorato alla Sanità, e a dire il vero, con l’obbligo di mascherina all’aperto già introdotto il 23 dicembre con l’ordinanza del Presidente Zingaretti, un aspetto importante per quanto riguarda le limitazioni imposte dal cambio di fascia è già divenuto realtà.Un problema che il settore dovrà fronteggiare ( e che peserà particolarmente nei mesi invernali), e che, nel caso l’ordinanza entrasse in vigore prima della fine dell’anno, getterebbe nel caos non solo gli esercenti ma anche tutti coloro che hanno prenotato il veglione di fine anno con gli amici. Ma considerato che il verdetto verrà comunicato dall’Istituto superiore di sanità venerdì 31, e solo sabato 1 trasformato in provvedimento dal Governo, i piani di chi è pronto a chiudere il 2021 davanti a un menù gourmet non dovrebbero subire modifiche.Resta però il timore dei contagi. Con 3665 casi registrati ieri e relativi al giorno di Natale, l’avvio delle festività è stato scandito da una corsa più che ai regali al tampone: una scelta dettata dalla prudenza, a Natale quanto a Capodanno. I test fai da te sono ormai un miraggio nei supermercati, mentre davanti alle farmacie si registrano file lunghissime – la coda di centinaia di persone immortalata nello scatto a piazza Igea, al Trionfale, è solo un esempio tra tanti. Ma ancora più complesso è riuscire a fare un tampone molecolare, necessario per confermare l’esito di quello rapido in caso di positività, e per il quale serve la ricetta a meno che non lo si faccia a pagamento in un centro privato. I drive- in della Regione Lazio, accessibili solo su prenotazione, sono completamente saturi. A Roma non si trova una disponibilità fino al 28 dicembre: ieri mattina le uniche strutture pubbliche in grado di garantire il servizio nel giro di 24 ore erano a Tarquinia e al Terminillo. Una gita fuori porta decisamente sconsigliata in caso di malattia sintomatica.

fonte repubblica.it – foto web

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