Mobilità, Rosato (Azione): “Subito chiarezza sul completamento della Ferentino–Sora e sulle infrastrutture del Lazio meridionale”

SUPERSTRADA FERENTINO

FROSINONE – Torna al centro del dibattito politico e istituzionale il tema della viabilità nel Lazio meridionale. L’onorevole Ettore Rosato, Vice Segretario nazionale di Azione, ha presentato una interrogazione parlamentare al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti per fare luce su tre opere strategiche per la mobilità regionale e interregionale: il completamento della superstrada Ferentino–Sora–Avezzano, la messa in sicurezza della Sora–Cassino e la riqualificazione della Monte Lepini–Terracina.

430 milioni di euro annunciati: ma servono certezze

L’interrogazione prende le mosse dalla riunione del Comitato provinciale per la crescita e lo sviluppo sostenibile, tenutasi lo scorso 15 maggio su iniziativa della Provincia di Frosinone e con la partecipazione dei vertici regionali di ANAS. Durante l’incontro sarebbero stati illustrati investimenti complessivi per 430 milioni di euro destinati alla viabilità, ai quali si aggiungerebbero 92 milioni per la manutenzione diffusa.

Rosato sottolinea l’urgenza di chiarire modalità, tempi e risorse per la realizzazione degli interventi: “Si tratta di assi viari fondamentali che collegano capoluoghi e aree industriali, ma anche territori rurali e montani da troppo tempo penalizzati da collegamenti inadeguati”.

L’interrogazione al Governo

Nell’atto parlamentare, l’onorevole chiede esplicitamente:

“Se il Ministro conferma gli interventi annunciati dal Comitato provinciale, come saranno reperite le risorse e quale sia, anche solo in via indicativa, il cronoprogramma per la realizzazione degli stessi.”

Un pressing politico che punta a ottenere garanzie concrete, in un momento in cui il territorio attende da anni risposte su infrastrutture considerate fondamentali per lo sviluppo locale, il rilancio economico e la sicurezza dei cittadini.

Un territorio che chiede sviluppo, non promesse

Le tre tratte coinvolte rappresentano non solo vie di collegamento, ma anche assi strategici per la competitività di aree interne spesso escluse dai principali flussi economici e turistici. La realizzazione o il completamento di queste opere potrebbe finalmente sanare un ritardo infrastrutturale cronico, migliorando l’accessibilità e l’integrazione dei distretti produttivi locali con i grandi corridoi logistici nazionali.

Resta ora da capire se alle parole seguiranno i fatti, e soprattutto quando.

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