La nave Madleen, battente bandiera britannica e appartenente alla Freedom Flotilla Coalition (FFC), è stata sequestrata nella notte dalle forze israeliane mentre tentava di rompere il blocco navale imposto sulla Striscia di Gaza. A bordo, dodici persone, tra cui l’attivista svedese Greta Thunberg e la parlamentare europea francese Rima Hassan, erano partite con un carico simbolico di aiuti umanitari destinati alla popolazione palestinese.
Secondo quanto riferito dalla FFC, l’abbordaggio è avvenuto “illegalmente” intorno alle 2:00 in acque internazionali. La Madleen trasportava generi alimentari di prima necessità, tra cui riso e latte in polvere, con l’intento dichiarato di denunciare la crisi umanitaria in corso a Gaza e sollecitare una reazione internazionale.
Il Ministero degli Esteri israeliano ha confermato l’operazione definendola “una mossa propagandistica”. “Lo ‘yacht dei selfie’ delle celebrità è in sicurezza e si dirige verso le coste di Israele”, si legge in una nota diffusa sulla piattaforma X (ex Twitter). Le autorità israeliane hanno inoltre comunicato che tutti i passeggeri sono in buone condizioni e sono stati riforniti di acqua e cibo.
In risposta, diversi membri dell’equipaggio hanno pubblicato video di denuncia, parlando apertamente di un “rapimento”. Tra i passeggeri, oltre a Thunberg e Hassan, figurano anche Omar Faiad (giornalista francese di Al Jazeera), Yasemin Acar, Baptiste Andre, Thiago Avila, Pascal Maurieras, Yanis Mhamdi, Suayb Ordu, Sergio Toribio, Mark van Rennes e Reva Viard.
Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per i diritti umani nei territori palestinesi, era in contatto telefonico con il capitano al momento dell’intervento militare. La diplomatica ha raccontato che la Madleen era stata seguita per ore da droni quadricotteri israeliani e che, poco prima dell’abbordaggio, era stata colpita da una sostanza bianca simile a vernice. Albanese ha espresso il proprio sostegno alla missione e ha invitato gli altri Paesi mediterranei a non restare in silenzio.
L’episodio riaccende i riflettori sulle operazioni della Freedom Flotilla e sull’assedio di Gaza, oggetto di crescenti critiche da parte di organizzazioni umanitarie e diplomatici internazionali.
