Le dieci cause di mortalità nel mondo: uccidono anche il cibo e il cellulare

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E’ il cuore la prima causa di mortalità nel mondo. Ogni anno, in Europa, oltre quattro milioni di persone muoiono per malattie cardiovascolari, di cui circa un milione prima dei 75 anni. In un focus di approfondimento del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), basato sui dati raccolti dal Global Health Observatory, viene stilata una lista delle dieci cause di decesso nel mondo. Una classifica singolare che vuole anzitutto informare sui rischi di determinate abitudini e comportamenti, che se evitati possono allungare la vita, o migliorarne la qualità. Ma è anche una classifica, che i ricercatori del Cnr hanno stilato e approfondito, per sfidare le ancora tante superstizioni esistenti sulla morte.E sulle malattie del cuore hanno un peso il fumo di sigarette, l’abuso di alcol, una scorretta alimentazione e la sedentarietà. Al secondo posto, ci sono le malattie cerebrovascolari, legate principalmente all’invecchiamento della popolazione e su cui pesa un’alimentazione sbilanciata, fondamentale, dunque è l’adesione alla dieta mediterranea durante tutto l’arco della vita, e non solo in età adulta. Nel mondo, in terza posizione, c’è la Broncopneumopatia cronica ostruttiva, patologia a carico dell’apparato respiratorio, i polmoni, minacciati da fumo ed inquinamento dell’aria. Al quarto posto, le varie forme di demenza e l’Alzheimer, malattia sempre più diffusa nel mondo, e che nel nostro Paese colpisce circa 600mila persone. Le infezioni alle vie aeree inferiori ed il cancro ai polmoni sono al quinto e sesto posto come causa di mortalità, “i fattori che contribuiscono alla maggiore diffusione sono il tabagismo e l’esposizione alle tossine dei combustibili da biomassa, come legna ed erbe, due fattori presenti in modo differenziato nelle varie aree del Pianeta” si legge sul focus del Cnr.Anche se nel nostro paese, l’accesso ad un bene primario per la vita, l’acqua, è garantito a tutti, nei paesi più poveri, per l’acqua si possono scatenare anche guerre civili. Circa 2,2 miliardi di persone (28,94% della popolazione mondiale) non dispongono di acqua potabile in casa, circa 4,5 miliardi non hanno accesso a servizi igienici sicuri e circa 870 milioni di persone utilizzano acqua contaminata”, afferma Vito Felice Uricchio dell’Istituto di ricerca sulle acque (Irsa) del Cnr. E nel mondo circa 144 milioni di persone per bere attingono da bacini non controllati, dove proliferano batteri patogeni e virus alla base di malattie come colera, dissenteria, epatite, tifo, che provocano la morte di 840mila persone all’anno. All’ottavo posto c’è il diabete, che in Italia colpisce il 5,8% della popolazione.  Esistono due diverse forme di diabete mellito, il tipo 1 poco frequente, che colpisce prevalentemente i giovani ed è causato da un deficit assoluto di insulina, il tipo 2, molto più diffuso, con maggiore incidenza in età adulta, infatti è conosciuto come diabete dell’anziano, ma negli ultimi anni colpisce anche i giovani a causa dell’incremento di sovrappeso e di obesità.«Occorre modificare lo stile di vita, evitare gli eccessi alimentari e puntare sulla qualità della dieta, aumentando l’assunzione di alimenti di origine vegetale e limitando quelli di origine animale, pur senza escluderli del tutto», è il consiglio di Rosalba Giacco, dell’Istituto di scienze dell’alimentazione del Cnr.Al nono posto, non è una malattia ad uccidere, ma gli incidenti stradali, causati per il 75% dei casi, secondo gli esperti dell’Aci, dalla distrazione provocata dallo smartphone. Come dire che è il cellulare a toglierci la vita, perché lo si usa non solo per telefonare, ma per scrivere, chattare, postare sui social, mentre si guida.In ultima posizione, la decima, la tubercolosi che nell’Ottocento era devastante: a Londra uccideva una persona su quattro e tra le vittime celebri ci sono John Keats, Fréderic Chopin, Edvard Munch, Anton Checov, Robert Luis Stevenson, Amedeo Modigliani, poi nel 1860 iniziò il declino, ma ancora oggi resta tra le dieci cause di mortalità nel mondo.

 

foto e fonte ilmessaggero.it

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