«LA SALUTE È UN DIRITTO»: il sindaco di Isernia dorme in tenda davanti all’ospedale per protestare contro i tagli alla sanità

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È una protesta carica determinazione quella che, nel cuore delle feste di fine anno, vede protagonista Piero Castrataro, sindaco di Isernia, che ha scelto di dormire in tenda davanti all’ospedale “Veneziale” per chiedere un’inversione di rotta nei piani di ridimensionamento dei servizi sanitari della sua provincia. «La salute è un diritto, non posso accettare che venga depotenziato» ha dichiarato il primo cittadino, scegliendo una forma di protesta tanto visibile quanto radicale.
Un gesto forte per una comunità in allarme.
Da Santo Stefano, Castrataro ha piantato una tenda sul marciapiede che precede l’ingresso dell’ospedale veneziano, annunciando che vi resterà a oltranza finché non otterrà risposte chiare sui tagli previsti dal nuovo Piano operativo sanitario regionale, che rischiano di ridurre la capacità di cura del presidio essenziale per l’intera provincia. «La comunità merita cure, dignità e certezze», ha scritto sui social nel giorno dell’avvio della protesta.
La mobilitazione non è stata solitaria: alla prima notte accanto alla tenda si sono uniti cittadini, il presidente della provincia di Isernia e altri sindaci dei comuni limitrofi, a testimonianza della solidarietà istituzionale e sociale attorno alla causa. Gli infermieri stessi del pronto soccorso gli hanno portato il caffè la mattina successiva, gesto che ha sottolineato la condivisione della battaglia per la difesa del servizio sanitario locale.
Chi è Piero Castrataro: da ingegnere nucleare a sindaco
Piero Castrataro, 50 anni, non è un politico di lungo corso. Laureato in ingegneria nucleare all’Università di Pisa, formatosi alla Scuola Normale Superiore e perfezionato alla Scuola Superiore Sant’Anna, ha consolidato una carriera nel settore delle energie rinnovabili prima di entrare in politica. È stato eletto sindaco di Isernia nel 2021 alla guida di una coalizione di centrosinistra, non come tradizionale esponente partitico ma come figura civica portatrice di competenze scientifiche e tecniche elevate.
La sua formazione e il rigore metodologico che ne derivano hanno spinto Castrataro a interpretare la protesta non come un gesto isolato, ma come atto di responsabilità collettiva: «Non è tempo di polemiche, ma di fatti», ha ribadito, invitando a lavorare insieme per trovare soluzioni che allevino la carenza di medici e preservino reparti e servizi essenziali.
La protesta ha suscitato anche risposte critiche da parte dell’azienda sanitaria regionale (Asrem), che l’ha definita «strumentale», invitando invece il sindaco a concentrarsi su iniziative volte a rendere la città più attrattiva per i professionisti sanitari. Secondo la nota dell’Asrem, infatti, i medici valutano anche la qualità della vita offerta da una città al di fuori dell’ospedale nella scelta del luogo di lavoro.
Nonostante i toni differenti, la questione ha acceso un dibattito profondo sui criteri di programmazione sanitaria, sulla sostenibilità dei servizi nelle aree interne e sulla responsabilità delle istituzioni nel tutelare la salute pubblica.
Una protesta simbolo, che guarda al futuro
Mentre Castrataro prosegue il suo presidio, la comunità guarda con attenzione alle decisioni che verranno prese nei prossimi giorni. Per molti, la sua azione rappresenta non solo una forma di dissenso, ma una chiamata a difendere un servizio vitale, percepito come sempre più a rischio in molte zone italiane.
In un periodo in cui la sanità pubblica è al centro del dibattito nazionale, la tenda di Isernia davanti al “Veneziale” si staglia come un simbolo di battaglia per il diritto alla salute, ricordando che, nel profondo Sud e nelle aree marginali, ogni ospedale conta due volte.
Foto Corriere della Sera

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