Di Augusto D’Ambrogio.
FROSINONE – La crisi della maggioranza consiliare del Comune di Frosinone si fa ogni giorno più complessa e intricata. Nessuno intende fare il primo passo, nessuno appare disposto a cedere terreno, mentre il rischio di una rottura definitiva continua ad aleggiare su Palazzo Munari.
Nei giorni scorsi, dalla Conferenza Stato-Città è arrivata una boccata d’ossigeno: il termine per l’approvazione dei bilanci di previsione 2026-2028 dei Comuni è stato differito al 28 febbraio 2026. A Frosinone, la notizia è stata accolta con un sospiro di sollievo da più parti. Due mesi in più per tentare di ricomporre una maggioranza letteralmente in frantumi. Il mancato via libera al documento contabile, infatti, potrebbe portare all’interruzione anticipata della consiliatura, con il conseguente “tutti a casa”.
Per il resto, però, il quadro resta immobile: nessun incontro chiarificatore, nessuna mediazione avviata, nessuna soluzione condivisa. All’orizzonte c’è comunque da fissare la data della prossima seduta ordinaria del Consiglio comunale, saltata lo scorso 24 dicembre per mancanza del numero legale. La seconda convocazione dovrà essere decisa dal presidente dell’Aula, Massimiliano Tagliaferri. Con ogni probabilità l’Assemblea tornerà a riunirsi prima della fine dell’anno, tra lunedì e mercoledì, anche per l’urgenza di approvare almeno due dei quindici punti all’ordine del giorno.
La crisi politica, però, resta profonda. La “matassa” è fitta e difficile da districare, con una coperta che appare comunque corta. Sul tavolo ci sono posizioni divergenti e, al momento, inconciliabili.
Una prima ipotesi è quella sostenuta da Fratelli d’Italia, dallo stesso presidente del Consiglio Tagliaferri (indipendente), dal Polo Civico e dal consigliere Carlo Gagliardi (lista Marzi, con delega all’Urbanistica). Questa opzione non prevede né azzeramenti né rimpasti di Giunta, ma solo l’assegnazione del terzo assessorato rimasto vacante. Il presupposto è la crescita del Polo Civico, passato da uno a due consiglieri con l’adesione di Andrea Turriziani, affiancato da Claudio Capparelli.
Su questa soluzione è arrivato però il secco no della Lista per Frosinone del vice sindaco Antonio Scaccia, contrario a concedere un assessorato a forze che nel 2022 non si presentarono all’interno della coalizione di centrodestra. Nel frattempo, la Lista per Frosinone è salita a quattro consiglieri grazie all’ingresso di Francesco Pallone, circostanza che ha spinto Scaccia a rivendicare un secondo assessorato. Da qui una controproposta: terzo assessorato a Fratelli d’Italia, escludendo il Polo Civico. Una posizione sulla quale convergerebbero anche Cristian Alviani e Identità Frosinone.
All’interno di Fratelli d’Italia, però, il quadro è tutt’altro che compatto. I consiglieri Sergio Crescenzi e Marco Ferrara, entrambi vicini al deputato Aldo Mattia, rivendicano il terzo assessorato, ma la richiesta non è mai stata formalizzata dal partito né dagli organismi cittadini. Per il consigliere Paolo Fanelli, l’unica strada percorribile è una proposta condivisa e sottoscritta da tutti e cinque i consiglieri meloniani: condizione ritenuta indispensabile anche dal sindaco Riccardo Mastrangeli per poter valutare qualsiasi soluzione.
Gli altri due consiglieri di FdI, Franco Carfagna (capogruppo) e Francesca Campagiorni, fanno riferimento all’area del presidente di Ales, Fabio Tagliaferri. Quest’ultimo ha alzato ulteriormente l’asticella, avanzando anche la richiesta della delega di vice sindaco – oggi in capo ad Antonio Scaccia – con l’obiettivo di imprimere una svolta politica all’amministrazione negli ultimi 18 mesi di mandato. In quest’ottica, il nome indicato per il terzo assessorato sarebbe uno solo: Franco Carfagna, che potrebbe ambire anche al ruolo di vice sindaco.
Scenari diversi, dunque, e al momento lontanissimi tra loro. Come in un vecchio quiz televisivo, sul tavolo sembrano esserci “tre buste”: la prima con l’assessorato al Polo Civico (Gagliardi), la seconda con assessorato a Fratelli d’Italia e alla Lista per Frosinone, la terza con assessorato a Fratelli d’Italia e Lista per Frosinone, escludendo il Polo Civico. Nelle ultime due ipotesi, però, qualcuno dovrebbe lasciare la Giunta, aprendo un ulteriore fronte.
Chi dovrebbe fare un passo indietro? Adriano Piacentini, tecnico di fiducia del sindaco ma privo di un gruppo consiliare di riferimento? Laura Vicano, considerato che il consigliere Marco Sordi – eletto nella sua lista – è ormai nell’orbita della Lega? Oppure uno degli assessori espressione dell’area Ottaviani, nonostante l’accordo politico siglato al ballottaggio tra Mastrangeli e Mauro Vicano, alla presenza dell’ex sindaco Nicola Ottaviani?
Quest’ultimo nodo appare particolarmente delicato: la lista Ottaviani è scesa da cinque a due consiglieri, ma mantiene due assessori (Angelo Retrosi e Marco Grieco). La sensazione diffusa è che il parlamentare e coordinatore provinciale non sarebbe affatto disposto ad accettare un simile sacrificio.
Intanto, il tempo passa e la crisi resta tutta sul tavolo. I due mesi concessi per il bilancio rappresentano una tregua, non una soluzione. E la maggioranza di Frosinone continua a camminare sul filo, senza una vera direzione condivisa.
