BARON(ESSA) IN ROSA – Non sono mai avare di emozioni le gare femminili al Giro d’Italia Ciclocross. A maggior ragione se in gara ci sono le migliori tre del panorama under 23 italiano. Cosa aspettarsi, in fondo, da nomi del calibro di Sara Casasola, maglia azzurra della DP 66 Giant SMP, Francesca Baroni (Selle Italia Guerciotti) e Gaia Realini (Vallerbike)? Non c’è dubbio, una gara incerta, tiratissima e spettacolare sino alla fine. Basti pensare che le tre se le son suonate di santa ragione senza mai riuscire a fare la differenza. Almeno sino all’ultimo giro, quando l’affondo della Casasola ha sfilacciato il trio.
Giochi fatti? Tutt’altro, la Baroni recupera, mette il turbo e supera l’avversaria sul rettilineo d’arrivo, conquistando la maglia rosa con un urlo liberatorio. Che sia la rivincita di Milano? Chissà, quel che conta è che lo spettacolo sarà garantito per tutto il Giro. «
La corsa si è decisa davvero negli ultimi 10 metri con la volata finale – ha spiegato la Baroni, neo maglia rosa del GIC
– Devo dire che dall’ultima curva sono uscita per seconda e non sapevo come sarebbe potuta andare a finire, mi son detta o la va o la spacca e ce l’ho messa tutta sino alla linea d’arrivo. Sono contenta come è andata questa gara, con cambi di ritmo e fino all’ultimo eravamo in tre a lottare per la vittoria. Questi colori, poi, i colori del Giro d’Italia Ciclocross, stanno bene su tutto, ma su quelli della Guerciotti ancora di più».
E le sorprese non sono finite. La maglia bianca della miglior giovane, assegnata alla categoria junior, è andata a una strepitosa Lucia Bramati al termine di una intesa sfida con Nicole Pesse. Un festeggiamento sul traguardo che tradisce la gioia della conquista della maglia bianca «Sono felicissima di essere partita così, è stata una grande lotta con Nicole che si è conclusa con una volata vincitrice– è il commento di una felice Lucia Bramati con il bianco e il rosa sulle spalle – Oggi era un percorso abbastanza veloce, di quelli che mi piacciono. Non credevo di fare così bene, ma cercherò di difendere la maglia anche su tracciati più tecnici. E poi devo dire che il salto di categoria si sente, queste qui vanno forte eh (ride, ndr). Non si scherza più, si comincia a far sul serio, è quello che ho sperimentato all’estero già da due settimane».
PER CINQUE CENTIMETRI (JUNIORES) – Gestire la pressione della prima gara importante di stagione è difficile forse più di vincere per soli cinque centimetri. Lo sa bene Daniel Cassol (DP 66 GIANT SMP) che solo dopo la linea d’arrivo ha avuto la certezza di aver vinto la tappa e soprattutto la maglia rosa dopo una incertissima gara Juniores. A farne le spese un generoso Manuel Capra (Veloce Club Borgo) dopo aver dettato il ritmo per tutta la gara: «Avevo già corso in Repubblica Ceca, ma non era andata benissimo. Oggi partivo carico e pronto a fare una bella gara. È andata bene, siamo rimasti in due e ho cinto per cinque, forse tre centimetri. Io sono rimasto coperto, ha tirato Manuel (Capra, ndr) e io ho disputato la volata, dando energia alla mia velocità». In realtà tutta la gara è stata spettacolare, caratterizzata dalla fuga di un trio (c’era anche Davide De Pretto della Borgo Molino Rinascita Ormelle, che ha ceduto negli ultimi due giri) e da un’accesa rimonta, poi non del tutto concretizzata, guidata dal biscegliese Ettore Loconsolo (CPS Professionale e 4° al traguardo).