Frosinone, il Comune chiede all’Ater quasi 800 mila euro di Imu per il 2020

Frosinone Palazzo comunale comune

Il Comune di Frosinone si prepara a chiedere all’Ater quasi 800 mila euro di Imu per il solo anno 2020. Calcolatrici alla mano, gli uffici comunali del settore Entrate hanno quantificato in 798.755 euro, comprensivi di sanzioni, interessi e accessori, l’importo dovuto dall’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale pubblica della provincia di Frosinone per omesso o parziale versamento dell’imposta municipale.
Un atto che prelude all’invio formale dell’avviso di accertamento esecutivo, già dichiarato tale dal Comune, e alla successiva notifica nei confronti del contribuente. Nella determina del settore Entrate si dà conto di un’attività istruttoria avviata attraverso l’esame delle dichiarazioni Imu, l’incrocio delle banche dati e la verifica dei versamenti effettuati. Da qui è emerso un quadro di irregolarità relativo all’anno di imposta 2020.
L’operazione, però, non riguarda solo l’Ater. Dalla stessa attività tributaria è scaturito un primo elenco di avvisi di accertamento esecutivi Imu per il 2020, per un importo complessivo di 1.332.589 euro, anch’esso comprensivo di sanzioni, interessi e accessori, a carico di diversi contribuenti. All’interno di questo scenario si colloca la posizione specifica dell’Ater, che rappresenta la voce economicamente più rilevante.
L’azienda, tuttavia, non intende sottrarsi al confronto con l’amministrazione comunale. Il commissario straordinario dell’Ater di Frosinone, Antonello Iannarilli, ricorda che l’ente ha già avviato un piano di rientro complessivo da circa 6 milioni di euro e che anche la partita Imu, fino al 2024, rientra in quella trattativa. Da qui la scelta di proporre al Comune una dilazione del pagamento, sul modello di quanto già avvenuto con il Comune di Ceccano.
«Chiederemo di dilazionare il pagamento il più possibile – spiega Iannarilli – perché senza risorse regionali diventa difficile far fronte a questi importi. Con affitti da 7 o 9 euro al mese, dove li prendiamo i soldi per pagare l’Imu?». Il commissario sottolinea inoltre come l’eventuale strada della decadenza degli assegnatari morosi e della liberazione degli alloggi aprirebbe un problema sociale che ricadrebbe poi sugli stessi Comuni, chiamati a individuare soluzioni alternative.
La disponibilità al dialogo, però, viene ribadita: «Vogliamo andare incontro all’amministrazione – conclude Iannarilli – lo abbiamo già fatto a Ceccano, dove abbiamo concordato una dilazione in 120 rate».
Ora la palla passa al Comune di Frosinone, chiamato a valutare la proposta dell’Ater e a decidere se imboccare la strada dell’accordo o procedere secondo l’iter ordinario di riscossione. Una partita delicata, che intreccia esigenze di bilancio dell’ente e sostenibilità finanziaria dell’edilizia residenziale pubblica.

In foto comune di Frosinone

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