Conto alla rovescia per l’ora della verità in Consiglio comunale a Frosinone. La seduta ordinaria chiamata a discutere e votare i principali documenti contabili dell’ente è stata convocata per lunedì 9 febbraio alle 18.30 in prima convocazione e martedì 10 febbraio alle 20 in seconda, in un passaggio che assume un valore politico decisivo per la tenuta dell’amministrazione guidata dal sindaco Riccardo Mastrangeli.
All’ordine del giorno figurano due punti centrali: il Documento unico di programmazione (Dup) 2026-2028 e il Bilancio di previsione 2026-2028. Le date sono state fissate dal presidente del Consiglio comunale Massimiliano Tagliaferri al termine delle riunioni dell’Ufficio di Presidenza e della Conferenza dei capigruppo.
Il contesto è noto: la mancata approvazione del bilancio comporterebbe lo scioglimento anticipato del Consiglio e il ritorno alle urne. Un’eventualità che rende il voto un passaggio spartiacque, soprattutto alla luce di una crisi politica nella maggioranza che si trascina da mesi e che, di fatto, non può dirsi superata.
Sulla carta, la maggioranza può contare su 18 consiglieri, oltre al sindaco Mastrangeli e allo stesso presidente Tagliaferri, che siede come indipendente. All’opposizione risultano 12 consiglieri, ma il quadro è reso più complesso dalla presenza di alcune figure chiave: Anselmo Pizzutelli e Maria Antonietta Mirabella, eletti nella lista Mastrangeli, Giovanni Bortone, eletto nella Lega, oltre ad Armando Papetti e ai rappresentanti della Lista Marzi. Proprio questi ultimi – Domenico Marzi, Carlo Gagliardi e Alessandra Mandarelli – pur non facendo parte della maggioranza, in più occasioni hanno garantito il numero legale nelle sedute di prima convocazione, avanzando però precise richieste programmatiche sulle quali attendono risposte. Il bilancio, in questo senso, sarà il banco di prova decisivo.
Dal punto di vista procedurale, per l’approvazione in prima convocazione serviranno almeno 17 voti, mentre in seconda convocazione ne basteranno 12. Numeri che rendono evidente come, mai come questa volta, la maggioranza sia chiamata a dimostrare di esserlo realmente, non solo sulla carta.
Sul piano politico restano aperti diversi nodi. C’è innanzitutto il tema del secondo assessorato alla lista Per Frosinone, cresciuta da tre a quattro consiglieri. C’è poi la questione della rappresentanza in giunta di Fratelli d’Italia, in particolare nell’area che fa riferimento al parlamentare Antonio Mattia, di cui fanno parte i consiglieri Sergio Crescenzi e Marco Ferrara. Una vicenda che si inserisce nella linea indicata dal parlamentare e coordinatore regionale Paolo Trancassini, il quale ha chiarito che si tratta di una questione politica e non di poltrone, avendo chiesto la restituzione delle deleghe ai due assessori di FdI, Alessia Turriziani e Simona Geralico, senza rivendicare un terzo assessorato. Dopo il bilancio, il partito affronterà la propria posizione interna.
Non secondario, infine, l’invito di Trancassini al gruppo consiliare a contribuire a un arricchimento programmatico dell’azione amministrativa, tema che – come ha sottolineato lo stesso sindaco – potrebbe trovare riscontro negli emendamenti al bilancio, indicativi del peso politico di questa fase.
Parallelamente, qualcosa si muove anche sul fronte delle opposizioni. Nelle ultime ore sarebbero emersi segnali di confronto interno, a testimonianza di un clima politico in fermento mentre si avvicina il momento decisivo.
Il bilancio non sarà soltanto un atto contabile: rappresenterà, a tutti gli effetti, la prova di tenuta politica dell’amministrazione Mastrangeli e il passaggio chiave per capire se la consiliatura potrà proseguire o se Frosinone è destinata a voltare pagina.
Frosinone, bilancio al banco di prova: Consiglio convocato il 9 e 10 febbraio, maggioranza al bivio
