Al quarto giorno dalla controversa decisione del Tribunale dei Minori dell’Aquila, il caso della famiglia Trevillion-Birmingham ha scatenato una dura reazione sui social network. Lo scorso 13 novembre, i magistrati hanno disposto la sospensione della potestà genitoriale dei coniugi Nathan Trevillion e Catherine Birmingham, affidando i tre figli a una struttura protetta.In particolare, la Presidente del Collegio giudicante è stata al centro di attacchi online, con minacce, insulti e richieste di contatti personali pubblicate sui social. Alcuni utenti hanno chiesto il suo indirizzo o la sua e-mail, definendo il Tribunale dei Minori “una fossa piena di verni” in post diffusi su Facebook.
L’Associazione Nazionale Magistrati (ANM), tramite la Giunta Esecutiva ha espresso preoccupazione per la campagna mediatica che ha preso di mira la magistrata, ricordando come il rispetto delle competenze e della separazione dei poteri sia il fondamento dello Stato democratico.Sul tema è intervenuto nuovamente il Vice Premier Matteo Salvini, promettendo di fare il possibile affinché i tre bambini possano tornare a vivere con i genitori. “Una vicenda dolorosa, con un precedente pericoloso e preoccupante – ha dichiarato – che rischia di traumatizzare la famiglia che ha scelto l’Italia per vivere serenamente”.L’avvocato Giovanni Angelucci, legale della famiglia, ha incontrato i bambini presso la comunità protetta: “Li ho trovati bene, sono corsi incontro, erano sorridenti ma con un filo di malinconia. La prima cosa che mi hanno chiesto è stata: ‘Quanto ci porti a casa?’”. La madre, secondo l’avvocato, è molto scossa, e anche il padre ha manifestato difficoltà.Per il prossimo 6 dicembre è prevista a Roma una manifestazione di solidarietà davanti alla sede del Ministero della Famiglia e delle Pari Opportunità.
Famiglia nel bosco, assalto social ai magistrati del Tribunale dei Minori dell’Aquila
