Cassino, Stellantis tra ritardi e incertezze: il territorio teme per il futuro dell’indotto

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Cassino –  Sarebbe dovuto essere l’anno della svolta, quello in cui la lunga stagione di sofferenze del comparto automotive locale avrebbe finalmente lasciato spazio alla ripresa. Ma le ultime notizie in arrivo da Stellantis raccontano tutt’altra storia. I continui slittamenti dei nuovi modelli e l’invio delle ultimissime versioni di Giulia e Stelvio in tempi ancora indefiniti stanno alimentando un clima di forte preoccupazione tra sindacati, lavoratori e imprese dell’indotto.
Nel sito produttivo di Cassino la situazione viene descritta da più parti come “pesante”, quasi asfittica. Le settimane discontinue, la cassa integrazione ciclica, i turni che saltano all’ultimo minuto e le previsioni produttive sempre più sottili stanno logorando non solo il morale degli operai, ma l’intero tessuto economico del territorio. Un’area che da decenni vive in simbiosi con l’automotive e che oggi teme che le fondamenta del proprio equilibrio economico stiano cedendo.
A risentirne è anche il commercio locale, già provato dal calo dei consumi e da un potere d’acquisto progressivamente indebolito. «La sensazione – spiegano molti commercianti – è quella di un’attesa infinita, in cui tutto sembra congelato nell’incertezza».
A delineare con estrema chiarezza la gravità del momento è Ferdinando Uliano, segretario generale della FIM CISL. «I dati di produzione sono critici su Cassino – afferma –. Il problema principale è che, ad oggi, non sappiamo quando avverranno i lanci della nuova Giulia, della nuova Stelvio. Ci avevano prospettato la fine del 2025, poi l’inizio del 2026. Ma queste date non sono state confermate e la situazione resta di enorme difficoltà».
Uliano ricorda inoltre che, sebbene Stellantis abbia assicurato l’arrivo di un SUV di lusso top di gamma nel 2027, anche su questo modello non esiste una data ufficiale di avvio produzione. Un dettaglio tutt’altro che secondario per una fabbrica che da tre anni vive in un equilibrio sempre più fragile.
Nel frattempo, i modelli attualmente in produzione si assottigliano fino quasi a scomparire dal radar industriale. E senza una programmazione chiara, senza certezze sulle tempistiche e senza una linea produttiva stabile, diventa impossibile immaginare una ripartenza credibile.
La speranza del territorio è che Stellantis scelga di rompere il silenzio, tracciando una roadmap concreta e definitiva. Perché il Cassinate – che ha già attraversato cicli difficili – questa volta percepisce un rischio più profondo: quello di vedere messa in discussione la sua storica vocazione industriale.

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