Elezioni provinciali a Frosinone, cambiano gli indici di ponderazione: al voto 89 comuni su 91

Palazzo Provinciala Provincia

Si ridisegna il quadro delle elezioni provinciali di Frosinone in vista del voto di domenica 8 marzo. A seguito del commissariamento del Comune di San Giorgio a Liri, che si aggiunge a quello già avvenuto a Boville Ernica, scende a 89 su 91 il numero dei comuni della provincia che parteciperanno alla consultazione.
La novità comporta un aggiornamento degli indici di ponderazione che determinano il peso del voto dei cosiddetti “grandi elettori”, ovvero sindaci e consiglieri comunali, il cui voto viene calcolato in base alla popolazione dei comuni rappresentati. Il sistema deriva dalla legge Delrio del 2014, che ha introdotto un meccanismo di ripartizione proporzionale del peso elettorale provinciale tra le diverse fasce demografiche dei comuni.
Il commissariamento di San Giorgio a Liri, avvenuto dopo le dimissioni contestuali di sette consiglieri comunali che hanno determinato la sfiducia al sindaco Francesco Lavalle, produce anche un altro effetto: il numero dei candidati scende da 62 a 61. Lavalle, infatti, figurava tra i candidati della lista Forza Italia, che passa così da 12 a 11 candidati.
Gli indici di ponderazione aggiornati
Con il nuovo calcolo, cambiano i coefficienti che attribuiscono valore ai voti espressi dagli amministratori locali.
Per la fascia verde, che comprende i comuni tra 30.000 e 100.000 abitanti, l’indice di ponderazione sale da 315 a 319. In questa categoria rientrano Frosinone e Cassino, che insieme contano 79.065 abitanti. A votare saranno i due sindaci delle città e 56 consiglieri comunali, i cui voti varranno quindi 319 punti ciascuno.
Rimane invece invariato a 205 l’indice della fascia rossa (comuni tra 10.000 e 30.000 abitanti), che rappresenta 181.774 residenti e comprende i comuni di Alatri, Anagni, Ceccano, Ferentino, Fiuggi, Isola del Liri, Monte San Giovanni Campano, Pontecorvo, Sora e Veroli. In questa fascia voteranno 10 sindaci e 160 consiglieri comunali.
Cambia invece il peso della fascia grigia, relativa ai comuni con popolazione tra 5.000 e 10.000 abitanti. L’indice di ponderazione scende da 135 a 120. Questa fascia rappresenta 60.328 residenti e comprende i comuni di Arce, Arpino, Ceprano, Cervaro, Paliano, Piedimonte San Germano, Ripi, Roccasecca e Sant’Elia Fiumerapido, con 9 sindaci e 108 consiglieri chiamati al voto.
Per la fascia arancione, che include i comuni tra 3.000 e 5.000 abitanti, l’indice di ponderazione sale da 68 a 70. Dopo l’esclusione di San Giorgio a Liri, ne fanno parte 15 comuni tra cui Amaseno, Aquino, Atina, Castelliri, Castro dei Volsci, Castrocielo, Esperia, Morolo, Patrica, Piglio, Pofi, San Giovanni Incarico, Serrone, Supino e Torrice, per un totale di 58.484 residenti. A votare saranno 15 sindaci e 180 consiglieri comunali.
Sale leggermente anche il peso della fascia B, quella dei comuni con popolazione fino a 3.000 abitanti: l’indice passa da 31 a 32. In questa categoria voteranno 53 sindaci e 526 consiglieri comunali, rappresentando complessivamente 79.527 residenti distribuiti nei numerosi piccoli centri della provincia.
Novità anche per l’elezione del presidente della Provincia
Importanti cambiamenti arrivano anche sul fronte dell’elezione del Presidente della Provincia. Il decreto Milleproroghe, convertito in legge e in vigore dal 1° marzo, ha esteso fino al 2027 la possibilità di candidarsi alla presidenza anche per i sindaci con meno di 18 mesi di mandato residuo.
Si tratta di una deroga rispetto a quanto previsto dalla legge Delrio, che stabilisce come requisito la durata minima di 18 mesi di mandato ancora in carica al momento dell’elezione. La norma, già applicata per il 2025 e il 2026, viene ora prorogata.
Questo significa che, qualora venga eletto presidente un sindaco il cui mandato comunale termini prima della scadenza della presidenza provinciale, la cessazione dalla carica di sindaco comporterà automaticamente anche la decadenza da presidente della Provincia, rendendo necessaria una nuova elezione provinciale.Le modifiche agli indici di ponderazione e alle regole di candidatura rappresentano dunque un passaggio significativo nella corsa al rinnovo degli organi provinciali, con effetti diretti sugli equilibri del voto tra i diversi territori del frusinate.

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