Commercio di prossimità, 11 milioni dalla Regione Lazio. Ma basteranno contro la desertificazione dei centri urbani?

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DI AUGUSTO D’AMBROGIO.
La Regione Lazio prova a rilanciare il commercio di prossimità con uno stanziamento complessivo di 11 milioni di euro destinati alle reti d’impresa e alla riqualificazione dei mercati su aree pubbliche. Una misura che nelle intenzioni della Giunta regionale dovrebbe contribuire a contrastare la progressiva desertificazione commerciale che sta interessando molti centri urbani, soprattutto nelle aree interne.
La delibera, approvata nei giorni scorsi dalla Giunta, definisce le linee guida per il finanziamento dei progetti e sarà seguita dalla pubblicazione dell’avviso pubblico prevista per il mese di maggio, dopo il passaggio in commissione consiliare. A illustrare l’intervento è stata la vicepresidente e assessore allo Sviluppo economico, Roberta Angelilli, che ha sottolineato il valore sociale ed economico delle attività di prossimità.
«Le attività commerciali rappresentano un elemento aggregante dei centri urbani, rafforzano il sistema economico locale e contribuiscono a rivitalizzare le comunità», ha spiegato l’assessore, evidenziando come la Regione abbia deciso di destinare 9 milioni di euro alle reti d’impresa e ulteriori 2 milioni alla riqualificazione dei mercati pubblici.
Il meccanismo di ripartizione dei fondi prevede contributi differenziati in base alla dimensione demografica dei comuni: 50 mila euro per i centri fino a 5 mila abitanti, 65 mila per quelli tra 5 e 15 mila, 80 mila euro per i comuni tra 15 e 50 mila abitanti, mentre 100 mila euro sono previsti per i comuni oltre i 50 mila abitanti, i capoluoghi di provincia e Roma Capitale.
Sulla carta l’intervento appare coerente con l’obiettivo dichiarato di sostenere le piccole e medie imprese locali attive nei settori commerciale, artigianale, turistico e dei servizi. Tuttavia resta aperta la questione della reale efficacia di misure di questo tipo. Il rischio, sottolineato da molti operatori del settore, è che contributi relativamente limitati possano trasformarsi più in interventi simbolici che in strumenti realmente capaci di invertire la tendenza.
La desertificazione commerciale infatti non dipende soltanto dalla mancanza di investimenti, ma da fattori strutturali più profondi: spopolamento dei piccoli centri, crescita della grande distribuzione, cambiamento delle abitudini di consumo e difficoltà burocratiche per le imprese. In questo contesto, le reti d’impresa possono rappresentare un’opportunità, ma difficilmente possono diventare la soluzione unica.
Nel frattempo la Regione ha già destinato 2 milioni di euro alla riqualificazione dei mercati su aree pubbliche, con una graduatoria che finanzia 22 progetti tra mercati storici e periodici, compresi alcuni municipi di Roma Capitale e mercati rionali con maggiore attrattività turistica.
Un segnale di attenzione, dunque, verso il commercio locale e le economie urbane. Resta però la sfida più grande: trasformare gli interventi in politiche strutturali di lungo periodo capaci di restituire vitalità ai centri cittadini e di dare respiro a migliaia di piccole attività che rappresentano ancora oggi il tessuto economico e sociale del territorio.

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