Cassino, Urso lancia l’allarme: «Stellantis è il caso più critico»

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La crisi dello stabilimento Stellantis di Cassino irrompe ufficialmente nel dibattito nazionale e arriva fino alla Camera dei Deputati. Un passaggio politico tutt’altro che marginale, che certifica il livello di preoccupazione attorno al futuro del sito produttivo cassinate, oggi considerato tra i più esposti dell’intero gruppo automobilistico.A riaccendere i riflettori è stata l’interpellanza presentata dal Partito Democratico, discussa nelle scorse ore in Parlamento. A rispondere è stato il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, che ha delineato un quadro estremamente delicato: «Cassino rappresenta la criticità maggiore», avrebbe sottolineato, assicurando però l’impegno del Governo nel costruire prospettive industriali certe per il territorio.La prossima settimana è già previsto un confronto con il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, con l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione istituzionale sul futuro del polo industriale cassinate, stretto tra calo produttivo, incertezze occupazionali e strategie globali ancora tutte da definire.
Sul tavolo non ci sarà soltanto la conferma dei nuovi modelli destinati allo stabilimento, ma anche il nodo più delicato: quello delle possibili partnership internazionali. Un tema che, sempre più insistentemente, rimanda alle trattative avviate da Stellantis⁠ con alcuni colossi asiatici, in particolare il gruppo cinese Dongfeng. Uno scenario che potrebbe rappresentare l’unica vera svolta per il sito produttivo di Cassino, chiamato oggi a giocarsi una partita decisiva tra riconversione industriale, nuovi investimenti e salvaguardia dei livelli occupazionali. Il messaggio che arriva da Roma è chiaro: il caso Cassino non può più essere considerato una vertenza locale, ma una questione strategica nazionale.

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