Trasnova, Teknoservice e Logitech avviano l’iter. UILM: «Decisione grave e irresponsabile».
CASSINO – Una PEC che ha spazzato via, in pochi istanti, le residue speranze dei lavoratori dell’indotto automotive. Le aziende Trasnova, Teknoservice e Logitech, ormai logorate dal silenzio di Stellantis e dall’attesa di risposte istituzionali, hanno avviato la procedura di licenziamento collettivo per 138 lavoratori in tutta Italia, di cui decine nel solo territorio cassinate.
Un passaggio formale ma dagli effetti dirompenti: si apre ora un periodo di 75 giorni che precede la scadenza dell’appalto fissata al 30 aprile, termine già oggetto di mini proroghe concesse dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Un conto alla rovescia che mette a rischio il futuro di intere famiglie.
La fase due della vertenza
Dopo una missiva urgente con cui si chiedevano risposte celeri e un confronto immediato, si è passati alla cosiddetta “fase due”: l’avvio della procedura standard prevista dalla normativa sui licenziamenti collettivi. Una scelta che, nei fatti, anticipa lo scenario peggiore mentre si è ancora in attesa della convocazione al tavolo istituzionale presso il Ministero.
La decisione arriva in una fase estremamente delicata della vertenza, con il comparto automotive di Cassino già da settimane immerso in un clima di incertezza legato alla produzione e alle prospettive industriali dello stabilimento.
UILM: «Atto inopportuno e irrispettoso»
Immediata la reazione della UILM. Il segretario provinciale Gennaro D’Avino ha definito l’avvio della procedura «grave e irresponsabile», sottolineando come tale decisione rischi di compromettere ulteriormente il percorso di confronto già avviato e seguito dal Ministero.
Secondo il sindacato, procedere con i licenziamenti mentre si attende la convocazione del tavolo istituzionale rappresenta «un atto grave, inopportuno e profondamente irrispettoso nei confronti dei lavoratori, delle loro famiglie e delle istituzioni».
«Avviare o confermare licenziamenti prima ancora di aver esperito un confronto pieno, serio e sostanziale in sede ministeriale – evidenzia la UILM – significa svuotare di significato il tavolo istituzionale e compromettere la credibilità di un percorso che dovrebbe essere finalizzato alla ricerca di soluzioni alternative alla perdita dei posti di lavoro».
I prossimi 75 giorni saranno determinanti. In questo arco temporale si giocherà la partita più delicata: trovare soluzioni che possano scongiurare gli esuberi o almeno ridurne l’impatto sociale. Il rischio, in caso contrario, è quello di un nuovo e pesante colpo all’economia del territorio cassinate, già segnato da fermate produttive e vertenze industriali irrisolte.
La tensione è alta. E mentre i lavoratori attendono risposte concrete, il tempo scorre veloce verso il 30 aprile.
