ANAGNI – La frenata annunciata da Novo Nordisk sul maxi piano di sviluppo per il sito ex Catalent accende le preoccupazioni dei sindacati. La multinazionale farmaceutica, alle prese con difficoltà di mercato e contraccolpi in Borsa, ha congelato circa la metà dei 2,3 miliardi di euro inizialmente previsti per il potenziamento dello stabilimento anagnino.
Una decisione che rimette in discussione numeri e prospettive, a partire dagli 800 nuovi posti di lavoro in cinque anni annunciati nel piano industriale, oltre alla tutela degli attuali occupati. È questo il nodo sollevato dalle organizzazioni sindacali, che chiedono chiarezza immediata sui volumi occupazionali e sulle tempistiche degli investimenti.
In una nota congiunta indirizzata alla segretaria generale della CISL di Frosinone, Antonella Valeriani, e al segretario della FEMCA CISL di Frosinone, Davide Favoriti, il sindacato evidenzia come l’investimento – oggi ridimensionato a circa un miliardo di euro – resti «un’opportunità di straordinaria rilevanza per il territorio della provincia di Frosinone», sia sotto il profilo industriale sia per le ricadute occupazionali dirette e indirette.
«Tuttavia – sottolineano – esprimiamo una forte preoccupazione perché al momento non siamo in grado di avere certezze sui volumi occupazionali che questo investimento genera».
Il progetto rappresentava una leva strategica per il rilancio del polo farmaceutico di Anagni, con effetti attesi sull’intero sistema produttivo provinciale. La revisione del piano, però, impone ora un confronto serrato.
Per questo la CISL ha formalmente richiesto un incontro con l’azienda e con le istituzioni coinvolte, al fine di ottenere rassicurazioni sul futuro dello stabilimento e sui livelli occupazionali.
Sul tavolo resta una domanda centrale: il ridimensionamento dell’investimento inciderà in modo strutturale sul numero dei nuovi assunti o si tratta di una rimodulazione temporanea legata alle dinamiche di mercato?
Il territorio attende risposte. E i sindacati chiedono che il confronto si apra in tempi rapidi, per garantire trasparenza e tutela dei lavoratori in una fase cruciale per il futuro industriale di Anagni.
Anagni, Novo Nordisk congela metà del maxi investimento: sindacati in allarme
