Lo stabilimento Stellantis di Cassino continua a vivere un periodo di profonda crisi produttiva e occupazionale. Con soli 13 giorni di attività dall’inizio del 2025, la fabbrica si presenta silenziosa e improduttiva, un’immagine che desta forte preoccupazione tra lavoratori e sindacati.
Il nodo cruciale rimane la mancanza di ordini e la conseguente chiusura frequente dei cancelli, uno scenario che rischia di replicare il drammatico andamento del 2024, anno in cui si sono toccati i minimi storici nei volumi produttivi. La situazione attuale non solo blocca l’attività interna dello stabilimento, ma trascina con sé anche l’intero indotto, che si trova costretto a fermare la produzione.
Ferdinando Uliano, segretario generale FIM CISL, ha espresso forte preoccupazione: “La ripartenza a inizio anno si è vista poco. Questo ci preoccupa perché non stiamo sviluppando volumi adeguati e c’è un evidente problema di mercato rispetto alle tre autovetture attualmente prodotte a Cassino.”
Le speranze ora si concentrano sull’incontro ministeriale dell’11 marzo, occasione fondamentale per fare il punto sui volumi produttivi e cercare soluzioni concrete per invertire la rotta. “Nel 2024 abbiamo già toccato minimi storici. Vogliamo capire quale sarà il destino del 2025”, ha aggiunto Uliano.
Un altro elemento di incertezza riguarda il lancio del nuovo modello Stelvio, previsto entro la fine dell’anno. Tuttavia, segnali interni fanno temere uno slittamento dei tempi, alimentando ulteriori dubbi sul futuro dello stabilimento.
L’unico spiraglio positivo sembra essere legato al progetto del “librido”, come annunciato nell’incontro ministeriale del 17 dicembre dal CEO di Alfa Romeo, Jean-Philippe Imparato. L’obiettivo è puntare su modelli dotati di doppia motorizzazione, elettrica e ibrida, per ampliare l’offerta e rispondere meglio alle esigenze del mercato.
La questione della doppia motorizzazione non riguarda solo Cassino, ma interessa anche gli stabilimenti di Melfi e Mirafiori. L’intento è quello di garantire una gamma di veicoli più flessibile e adatta alle diverse richieste del mercato, con la speranza di rilanciare la produzione e salvaguardare l’occupazione.
Tutte le attenzioni sono ora puntate sull’11 marzo. L’esito dell’incontro ministeriale potrebbe segnare una svolta cruciale per il futuro dello stabilimento di Cassino e del suo indotto, che continua ad attendere risposte concrete e strategie efficaci per uscire da questa fase di stallo.
