Otto ore di trattativa senza sosta. Una battaglia sindacale difficile, ma vinta. I 52 lavoratori della Denso di Cassino possono tirare un sospiro di sollievo: nessun licenziamento, nessuna chiusura, nuove lavorazioni in arrivo e un futuro da scrivere, insieme. È questo il risultato dell’accordo raggiunto nella tarda serata di martedì tra azienda e sindacati, dopo giorni di scioperi e presidii davanti ai cancelli dello stabilimento.
Tre i punti chiave del documento firmato: il mantenimento del sito produttivo, l’introduzione di nuove attività e un calendario condiviso di incontri per monitorare gli sviluppi. Una vittoria resa possibile dalla compattezza di FIM, Fismic, Uilm e delle RSU, che hanno condotto la vertenza con fermezza e unità.
Ma non è l’unica buona notizia per il tessuto industriale del Lazio meridionale. Nella stessa giornata, da Roma, è arrivato un segnale politico importante. Il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, intervenendo al 14° Congresso della CISL Lazio, ha ribadito l’impegno dell’ente per la continuità occupazionale, con un riferimento diretto a Stellantis. “La Regione è fortemente impegnata nel garantire il futuro dei lavoratori del comparto auto,” ha dichiarato.
La crisi della Denso, legata alla perdita di commesse e al fallimento del cosiddetto “piano Algeria”, aveva acceso i riflettori sull’indotto Stellantis e sull’urgenza di una strategia regionale. La mobilitazione scattata sabato scorso e culminata nello sciopero unitario di lunedì ha dato i suoi frutti. Per le 52 famiglie coinvolte, oggi si volta pagina. Con cautela, ma anche con speranza.
