La crisi dello stabilimento Stellantis di Cassino continua a preoccupare lavoratori e sindacati. Per questo il 20 marzo le strade della città saranno attraversate da una grande manifestazione unitaria dedicata al futuro dell’automotive e alla difesa dell’occupazione. In prima linea ci sarà la UILM, con la presenza del segretario generale nazionale Rocco Palombella, che rilancia la necessità di una mobilitazione forte per salvaguardare il lavoro e il tessuto produttivo del territorio.
Secondo il leader della UILM, la manifestazione non rappresenta soltanto una protesta ma un vero e proprio “grido di sopravvivenza” da parte di migliaia di lavoratori diretti e dell’indotto. «Il corteo unitario del 20 marzo per le strade di Cassino – sottolinea Palombella – non è una scelta, ma un dovere morale nei confronti delle famiglie che da anni vivono una situazione di crescente incertezza».
I numeri della crisi dello stabilimento sono impietosi. In meno di un decennio la produzione è precipitata: dalle 135mila vetture del 2017 alle appena 19mila del 2025, il dato più basso nella storia del sito industriale. Un record negativo che segna una riduzione dell’86% della produzione e che colloca lo stabilimento cassinate tra quelli in maggiore difficoltà nel panorama italiano del gruppo.
Una realtà lontanissima da quella descritta anni fa dall’ex amministratore delegato Sergio Marchionne, che aveva definito lo stabilimento un “gioiello tecnologico”. Oggi, invece, il sito appare come un gigante ferito, simbolo di una deindustrializzazione rapida e dolorosa.
La crisi ha avuto effetti pesantissimi anche sull’occupazione. Negli ultimi anni il numero degli addetti è dimezzato, passando da circa 4.400 lavoratori a poco più di 2.200. Da quattro anni la produzione procede su un solo turno, con il ricorso massiccio ai contratti di solidarietà e stipendi che sempre più spesso non riescono a garantire condizioni di vita dignitose.
L’inizio del 2026 ha aggravato ulteriormente la situazione: a gennaio nello stabilimento si è lavorato solo quattro giorni, che diventeranno dodici complessivi entro la fine di marzo. Un dato che evidenzia la profondità della crisi e la necessità, secondo il sindacato, di un intervento urgente.
Il quadro è ancora più drammatico se si guarda all’indotto, da sempre cuore della filiera produttiva. Negli ultimi anni migliaia di posti di lavoro sono andati persi tra aziende storiche come De Vizia, Trasnova, Logitech e Teknoservice. A pesare, secondo la UILM, è stata anche la scelta di Stellantis di internalizzare alcune attività senza assorbire i lavoratori degli appalti, una decisione che il sindacato definisce «una ferita aperta».
La manifestazione del 20 marzo vuole dunque rappresentare un momento di mobilitazione collettiva per l’intero territorio. L’obiettivo è chiedere certezze industriali, nuovi investimenti e una prospettiva concreta per lo stabilimento di Cassino e per tutto il comparto dell’automotive nel Lazio. Una battaglia che, come sottolinea Palombella, riguarda non solo i lavoratori ma il futuro economico e sociale dell’intera area cassinate.
Cassino, allarme Stellantis: la UILM chiama alla mobilitazione. Palombella: “Il corteo del 20 marzo è un dovere morale”
