Per anni il tessile ha resistito con dignità, mantenendo vivo un settore che altrove si è rapidamente sgretolato. Ma da solo non è bastato. La manifattura ha perso pezzi, la logistica non è mai riuscita a decollare. Mentre altre aree del Paese discutevano di interporti, corridoi europei e infrastrutture strategiche, qui si parlava semplicemente di sopravvivenza.
In questo contesto, la Zona Economica Speciale sarebbe stata la scelta più logica. La scelta naturale. La misura coerente con i numeri, con la storia recente e soprattutto con le condizioni reali del territorio.
La decisione, invece, ha premiato altrove. E al Basso Lazio è rimasta la ZLS, uno strumento che, nella pratica, garantirebbe benefici a pochissime aziende. Poco più che un etichetta: utile sulla carta, ma incapace di generare una spinta reale allo sviluppo.
L’immagine è chiara: montare un alettone da Formula 1 su un’auto che fatica persino ad accendersi. Non è un accessorio sportivo a far ripartire il motore di un’economia che da anni chiede interventi strutturali, investimenti, visione.
Non si tratta di polemizzare. E non si tratta nemmeno di cercare un colpevole. La domanda, però, resta lì, inevasa, e nessuno sembra volerla pronunciare ad alta voce:
perché dare un acceleratore ai territori già forti e negare una stampella a quelli che hanno più bisogno di rialzarsi?
Il Basso Lazio non reclama privilegi. Reclama pari opportunità. Chiede semplicemente di poter competere ad armi pari con chi ha già ricevuto strumenti e risorse per farlo.
Un territorio che per decenni ha sostenuto industria, artigianato, servizi, e che ancora oggi prova a restare in piedi, merita un sostegno concreto, non l’ennesimo contentino.
Qui, nelle nostre valli e nei nostri comuni, c’è ancora chi crede che una nuova stagione industriale sia possibile. Ma perché possa partire davvero servono scelte coraggiose, non misure simboliche. E se qualcuno pensa che porre questa domanda sia “populismo”, allora pazienza: noi la chiamiamo informazione libera.
LiriTv continuerà a chiederlo, finché sarà necessario:
perché Frosinone e il Basso Lazio non possono avere la ZES? Perché per questo territorio non arrivano mai le risorse che servono davvero?
P.S. In questi giorni abbiamo ricordato molte storie, progetti e idee che avrebbero potuto cambiare il nostro futuro. Tutti fermi per lo stesso, identico motivo.
ZES / ZLS non è la stessa cosa,un’occasione mancata per un territorio che chiede pari opportunità
