ZES esclusa, la Lega attacca: “Sei milioni sono bruscolini”. E Ottaviani resta l’unico ad aver combattuto la vera battaglia

Nicola-Ottaviani

Sei milioni di euro in tre anni. Troppo pochi per parlare di riequilibrio territoriale e, soprattutto, insufficienti per compensare l’esclusione delle province di Frosinone e Latina dalla ZES. È la posizione, netta e senza sconti, dei consiglieri provinciali della Lega Andrea Amata e Luca Zaccari, che criticano apertamente la portata delle risorse annunciate dall’assessore regionale Giancarlo Righini.
Secondo i due esponenti del Carroccio, la misura non può essere considerata un intervento compensativo rispetto alla mancata inclusione del territorio nella Zona Economica Speciale. «È necessario precisare – affermano – che la dimensione del provvedimento non può essere accostata a un intervento compensativo rispetto all’esclusione dalla ZES delle province di Frosinone e Latina».
Per Amata e Zaccari, si tratta di una cifra troppo esigua per incidere realmente sulle dinamiche economiche di un territorio che già sconta un forte svantaggio competitivo rispetto alle aree incluse nel perimetro delle agevolazioni. «Parliamo, con tutto il rispetto, di 6 milioni in tre anni: più che una leva di riequilibrio territoriale, sembra un gesto simbolico, quasi un pensiero gentile per chi è rimasto fuori da una partita ben più grande».
Una critica che si inserisce nel dibattito politico aperto da mesi sull’esclusione delle due province laziali dal regime speciale di incentivi. Una battaglia nella quale, secondo molti osservatori, a combattere davvero è rimasto soprattutto il parlamentare Nicola Ottaviani, che ha portato la questione nelle sedi istituzionali nazionali tentando di ottenere l’estensione della misura.
Un tentativo che non ha prodotto il risultato sperato, ma che gli ha comunque valso il riconoscimento di aver provato a difendere il territorio. Una battaglia definita da più parti coraggiosa e solitaria, mentre altri – secondo le critiche che circolano negli ambienti politici locali – avrebbero preferito concentrarsi sulla difesa del proprio seggio piuttosto che su una vertenza strategica per l’economia provinciale.
Amata e Zaccari non negano l’utilità del contributo previsto dalla Regione, ma invitano a non sovrastimarne l’impatto. «Bene il contributo – sottolineano – ogni euro sui territori è utile. Ma evitiamo di confondere un cerotto con una terapia. I Comuni interessati non hanno bisogno di narrazioni consolatorie, ma di strumenti realmente in grado di incidere sulle dinamiche di sviluppo».
Per i due consiglieri provinciali la soluzione resta una sola: l’estensione della ZES. Solo così, sostengono, si possono eliminare le asimmetrie competitive generate da regimi incentivanti attivi a pochi chilometri di distanza, favorendo nuovi investimenti e, soprattutto, evitando la fuga di quelli già presenti.
Un tema che diventa ancora più urgente alla luce della crisi che investe il comparto automotive e lo storico stabilimento produttivo di Stellantis a Piedimonte San Germano, considerato un vero detonatore economico e sociale per l’intero territorio. «Non è un dettaglio di contorno – concludono – ma una questione centrale che va affrontata con interventi all’altezza della sfida».
In altre parole, per la Lega provinciale i “bruscolini” non bastano: senza ZES, il rischio è che la partita dello sviluppo continui a giocarsi altrove.

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