Vuoi che la tua fidanzata continui a lavorare? Allora tu, lei e la sua famiglia mi dovete votare. È questo il ricatto che ha fatto finire in carcere il consigliere comunale di Amantea, Marcello Socievole, 53 anni, e il suo mentore politico, l’ex consigliere regionale ed ex sindaco Franco La Rupa, 61 anni.Per i magistrati della procura di Paola sono entrambi responsabili di voto di scambio e tentata estorsione in concorso, mentre a Socievole la procura contesta anche il reato di violenza privata.I fatti risalgono alla campagna per le ultime amministrative. All’epoca, secondo quanto emerso dalle indagini dei carabinieri del comando provinciale di Cosenza, il consigliere comunale era alla ricerca di voti che ne garantissero l’elezione, mentre La Rupa si muoveva come sostenitore-ombra della coalizione guidata dall’attuale sindaco di Amantea, Mario Pizzino. Pur di accumulare preferenze, i due politici non avrebbero esitato ad utilizzare ricatti e minacce.Oggetto delle pressioni un ragazzo di Amantea, obbligato a convincere la fidanzata e la famiglia di lei a votare per Socievole, pena il mancato rinnovo del contratto di lavoro che la ragazza aveva con la scuola materna gestita dal comune di Amantea attraverso una cooperativa. Un ricatto cui nessuno – né i due fidanzati, né la famiglia di lei – avrebbe accettato di sottostare.Per tentare di sottrarsi i genitori della ragazza avrebbero persino registrato di nascosto Socievole, minacciando poi di denunciarlo. Ma il consigliere comunale non avrebbe tenuto minimamente in conto la loro determinazione. Al contrario, avrebbe tentato di intimidirli prospettando un’azione giudiziaria nei loro confronti. Anche in questo caso però, le minacce del politico non avrebbero avuto effetto alcuno.Quel nastro è stato messo a disposizione degli investigatori, che in pochi mesi hanno trovato evidenze e riscontri alla denuncia dei due fidanzati e dei genitori di lei. Elementi sufficienti a chiedere e ottenere l’arresto del politico e del suo mentore.La Rupa è un personaggio noto in Calabria per i suoi trascorsi politici e giudiziari. Era già stato coinvolto in diverse operazioni, tra cui la “Nepetia”, nel 2007, che lo vide però poi assolto dall’accusa di collusione con le cosche mafiose della zona. Poi fu la volta dell’operazione “Omnia”, in cui La Rupa fu accusato di aver consegnato al boss di Cassano allo Ionio (Cs), Antonio Forastefano, la somma di 15.000 euro in cambio di un pacchetto di voti che sarebbero stati fondamentali per la sua elezione a consigliere regionale nel 2005.
La Rupa venne condannato a 5 anni, in primo grado. La Corte d’Appello di Catanzaro lo condannò poi ad una pena di 4 anni, ma la Cassazione ha poi annullato, con rinvio, la condanna.
Marcello Socievole, l’altro arrestato, consigliere comunale di maggioranza, è invece un imprenditore attivo nel campo7degli arredamenti, molto noto nella zona. Già consigliere comunale nelle passate legislature, è anche il presidente della locale squadra di calcio.
Foto e fonte La Repubblica
