Stellantis Cassino: tempi dilatati e un’uscita dal tunnel che si allontana

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La riunione di martedì scorso tra la direzione aziendale di Stellantis Piedimonte San Germano, le organizzazioni sindacali e l’esecutivo ha riportato sotto i riflettori le difficoltà che continuano a segnare lo stabilimento di Cassino. Se da un lato si intravedono spiragli legati alla produzione endotermica e all’arrivo del nuovo Stelvio a fine anno, dall’altro il quadro complessivo rimane incerto e le tempistiche di una vera ripresa si allungano fino al 2027.

Produzione e nuovi modelli: attesa prolungata
L’anno in corso vedrà ancora protagonisti i modelli endotermici, complice anche la rimodulazione delle scelte europee in materia di transizione ecologica. Tuttavia, l’arrivo sulle linee del nuovo Alfa Romeo Stelvio, previsto per la fine del 2025, ha di fatto spostato in avanti tutti i nuovi modelli, lasciando lo stabilimento in una fase di attesa prolungata.

Ammortizzatori sociali e condizioni di lavoro
Con le tempistiche dilatate, gli ammortizzatori sociali restano uno strumento imprescindibile per sostenere i lavoratori. Ma la situazione si fa complessa: tra le criticità emerse durante l’incontro, spiccano le difficoltà legate alle postazioni di lavoro per i dipendenti con ridotte capacità lavorative, una questione che necessita di soluzioni urgenti e concrete.

Uno sguardo al futuro: serve un cambio di rotta
Il settore automotive sta attraversando una trasformazione radicale, e lo stabilimento di Cassino non fa eccezione. Come sottolineato dalle sigle sindacali, solo un approccio strategico innovativo potrà garantire un futuro solido non solo per la fabbrica, ma per tutto l’indotto industriale del territorio. La strada è ancora lunga, e il 2027 appare come un orizzonte lontano per una vera ripresa.

La speranza è che dalle parole si passi ai fatti, con interventi mirati a rendere il sito produttivo frusinate protagonista della transizione automobilistica, senza lasciare indietro chi ogni giorno contribuisce con il proprio lavoro.

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