Stellantis Cassino, record negativi e futuro incerto: la UILM incalza su modelli ibridi e piano industriale vincolante

CATENA DI MONTAGGIO STELLANTIS

Cassino – Tra vacanze forzate e continui fermi produttivi, i cancelli dello stabilimento Stellantis di Cassino restano chiusi. Una situazione che va avanti da metà dicembre e che sta producendo ricadute sempre più pesanti sulle tasche dei lavoratori e sull’intero territorio. A lanciare l’allarme è la UILM, che chiede con forza un cambio di passo: nuovi modelli ibridi, un piano industriale chiaro e vincolante, garanzie concrete per i lavoratori dello stabilimento e per l’indotto, oltre a un dialogo reale e costante con azienda e governo.
La lunga inattività non colpisce solo gli operai del plant, ma si estende a macchia d’olio sull’indotto diretto e indiretto, coinvolgendo il tessuto economico e sociale di un’area che per decenni ha trovato nell’automotive il proprio motore di sviluppo. Il quadro che emerge è quello di una crisi profonda, non più episodica ma strutturale.
Il plant Stellantis di Cassino, come conferma il segretario provinciale della UILM, Gennaro D’Avino, è fermo dal 12 dicembre 2025, ultimo giorno lavorativo. La ripartenza non è prevista prima del 16 gennaio 2026, salvo ulteriori sospensioni. «Una pausa così lunga – sottolinea il sindacato – produce effetti drammatici sui lavoratori, sulle aziende dell’indotto e sull’intero territorio, già messo a dura prova da un quadro produttivo fortemente ridimensionato».
I numeri parlano chiaro e delineano uno scenario senza precedenti nella storia dell’automotive locale: –27,9% di produttività, meno di 20mila vetture prodotte nel 2025, 105 giorni di fermo e appena 2.200 lavoratori rimasti in forza. Un insieme di dati che certifica una sequenza di record negativi e fotografa una crisi ormai strutturale.
A pesare ulteriormente sul futuro dello stabilimento e del territorio sono anche le vertenze ancora aperte. La UILM di Frosinone richiama l’appuntamento del 4 febbraio al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dove si tornerà a discutere della situazione di Trasnova, TeKnoservice e Logitech, dopo la mini proroga concessa fino ad aprile 2026.
«È fondamentale – ribadisce D’Avino – che governo, azienda e istituzioni forniscano risposte concrete e precise, capaci di garantire continuità lavorativa e certezze per tutti i lavoratori coinvolti». Per il sindacato, senza un piano industriale vincolante e investimenti chiari sui nuovi modelli, in particolare sugli ibridi, il rischio è quello di un progressivo svuotamento produttivo del sito di Cassino, con conseguenze irreversibili per l’occupazione e per l’intero territorio.

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