Lo stabilimento Stellantis di Cassino continua a vivere una delle fasi più difficili della sua storia recente. I dati sulla produzione confermano una flessione significativa, con un calo del 36,2% che riaccende le preoccupazioni sul futuro del sito industriale e dei suoi lavoratori.
A lanciare l’allarme è il segretario generale della Fim Cisl, Ferdinando Uliano, che chiede un deciso cambio di passo in vista del vertice del 14 luglio. Secondo il sindacato, non bastano più gli annunci: servono scelte industriali concrete per rilanciare la produzione di Alfa Romeo e Maserati e garantire prospettive certe allo stabilimento laziale.
Cassino rappresenta uno dei poli strategici dell’automotive italiano, ma negli ultimi anni ha dovuto fare i conti con una costante riduzione dei volumi produttivi e con un utilizzo sempre più frequente degli ammortizzatori sociali. Una situazione che alimenta l’incertezza tra i lavoratori e mette in difficoltà anche l’intero indotto.
La richiesta della Fim è chiara: definire un piano industriale credibile, accelerare gli investimenti sui nuovi modelli e rafforzare la competitività del sito. Il confronto del 14 luglio sarà quindi un passaggio decisivo per comprendere quali saranno le strategie del gruppo e quale futuro attende lo stabilimento di Cassino.
L’auspicio è che dall’incontro arrivino risposte concrete, perché il tempo delle promesse sembra ormai terminato. Per migliaia di famiglie e per l’economia dell’intero territorio, il rilancio di Cassino non è più rinviabile.
Stellantis Cassino, produzione a picco: ora serve una svolta
