Cassino – Lo stabilimento Stellantis di Piedimonte San Germano, a sud della provincia di Frosinone, vive una fase di incertezza che si riflette in maniera pesante sull’intera economia del territorio. La produzione è ridotta al minimo, i salari superano di poco i mille euro e l’assenza di un piano industriale concreto lascia senza prospettive migliaia di famiglie.
Il declino è sotto gli occhi di tutti: le attività commerciali, un tempo alimentate dall’indotto della fabbrica, soffrono un progressivo calo dei consumi. In molti casi, serrande abbassate e chiusure definitive raccontano meglio di qualsiasi analisi il blocco dell’economia locale.
A preoccupare è soprattutto il futuro dello stabilimento: da mesi si rincorrono voci e indiscrezioni sull’assegnazione di nuovi modelli produttivi, ma non c’è alcuna certezza. Progetti come la nuova Giulia e la nuova Stelvio sembrano essersi arenati.
L’attesa di un segnale di svolta, anche dopo la nomina del nuovo amministratore delegato Filosa, non si è tradotta in chiarezza. Le scelte aziendali, prese a livello globale, continuano a scaricare sul territorio conseguenze drammatiche: precarietà occupazionale, fuga dei giovani, impoverimento sociale.
Il destino dello stabilimento di Cassino non riguarda solo i lavoratori, ma l’intero tessuto economico della provincia meridionale. In assenza di certezze, cresce la sensazione che un’area strategica per l’industria automobilistica italiana stia lentamente scivolando verso un declino irreversibile.
