Stabilità, saltano le assunzioni di medici e infermieri

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Sembrano destinate a saltare le seimila assunzioni tra medici e infermieri che dovevano essere contenute nel decreto di stabilità. A quanto pare sono emersi problemi sull’emendamento dedicato al rischio clinico sia sul piano giuridico che per la quantificazione dei risparmi da destinare all’assunzione di personale per tamponare l’emergenza orario di lavoro.

Incertezza per il futuro

Nella giornata di giovedì il ministero dell’Economia e della Salute sembravano aver raggiunto l’intesa su un testo che anticipava il ddl sulla responsabilità professionale e prevedeva anche una serie di misure per l’assunzione di medici e infermieri. Ma domenica è arrivato il colpo di scena: il Governo ha rinunciato a presentare l’emendamento. Ora la norma seguirà il normale percorso parlamentare ma visto che le assunzioni sarebbero dovute partire a gennaio tutto slitterà di molti mesi. Le nuovi assunzioni sarebbero servite a fronteggiare i nuovi orari imposti dall’Unione europea per eliminare i turni massacranti: dal 25 novembre infatti un medico non può lavorare più di 48 ore a settimana, più di 13 ore di seguito e il riposo minimo sarà di 11 ore.

 Le due strade

Per le assunzioni si era ipotizzato di utilizzare i possibili risparmi per 320 milioni di euro derivanti dai minori costi della medicina difensiva, cioé la tendenza a prescrivere esami inutili per evitare cause. Con la nuova norma scritta da Federico Gelli, responsabile sanità Pd, i professionisti rischiano meno dal punto di vista penale e civile quindi in teoria dovrebbe ridimensionarsi questo fenomeno di prescrizioni inutili, portando a un risparmio che sarebbe dovuto servire proprio per le assunzioni.Ora per le assunzioni si aprono due strade: o un emendamento ad hoc o un provvedimento dedicato dopo la stabilità.

Lo sciopero di mercoledì

Intanto mercoledì 16 dicembre i medici faranno sentire tutta la loro rabbia e sciopereranno tutte le categorie. Nel mirino le risorse del Fondo Sanitario Nazionale, considerate insufficienti, il rinnovo dei contratti, bloccati da sei anni, il piano dei vaccini, c’è preoccupazione per il suo finanziamento, ma anche provvedimenti come quello sull’appropriatezza. E ora si aggiunge la beffa sulle assunzioni.

Fonte Corriere  della Sera

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