Il gup del tribunale di Roma Alessandra Boffi, accogliendo le richieste dei pm Alberto Pioletti e Laura Condemi, ha rinviato a giudizio 14 importanti esponenti – ex consiglieri regionali della scorsa consiliatura- del Partito Democratico di Matteo Renzi accusati a vario titolo di abuso d’ufficio, truffa, peculato, corruzione ed atti contrari ai doveri d’ufficio. Siederanno sul banco degli imputati l’ex presidente del gruppo Pd in Regione Esterino Montino, oggi sindaco di Fiumicino, l’ex tesoriere Mario Perilli, Tonino D’Annibale, Enzo Foschi, Claudio Mancini, Mario Mei, Giuseppe Parroncini e Carlo Umberto Ponzo. A processo anche altri che nel frattempo hanno fatto carriera diventando senatori, come Francesco Scalia (secondo elementi di prova della procura l’ex presidente della provincia avrebbe speso circa 13mila di denaro pubblico), Giancarlo Lucherini, Claudio Moscardelli, Bruno Astorre e Daniela Valentini, e deputati, come Marco Di Stefano quest’ultimo già rinviato a giudizio in altro procedimento con l’accusa di abuso d’ufficio, truffa e falso per presunti illeciti ad un imponente affare immobiliare. I fatti contestati dalla procura fanno riferimento al periodo 2010-2013. Sono di due tipi le accuse mosse ai politici. La prima è l’assunzione illecita di portaborse, che ha causato un dannoalle casse regionali di oltre un milione e mezzo di euro. Tutti e 14, a cui in questo caso si contesta l’abuso d’ufficio, hanno assunto con contratti di collaborazione delle persone di fiducia, pagandole con i soldi del gruppo consiliare Pd. In realtà avrebbero dovuto pagarli personalmente, in virtù dei contributi disposti per ogni consigliere. Non solo. Secondo i pm tali collaborazioni, prive della natura altamente qualificata richiesta, sono state disposte illecitamente, perchè non si è proceduto ad alcuna selezione comparativa dei candidati. “Omettevano di compiere la selezione dei candidati e conferivano incarichi privi delle conoscenze professionali richieste dalla legge, intenzionalmente procurando cosi un ingiusto vantaggio patrimoniale alla vasta platea di collaboratori, nonché ai singoli cittadini” scrive la procura. I consiglieri che hanno speso di più, dal settembre 2010 al settembre 2012, sono Claudio Mancini, con 188mila euro, e Claudio Moscardelli con 181mila. Il secondo filone di inchiesta riguarda invece i pagamenti ad alcune associazioni fatte con i soldi provenienti sempre dalle casse del gruppo regionale. A rischiare di più sono proprio l’ex presidente del gruppo Esterino Montino, il tesoriere Mario Perilli e la sua segretaria Maria Assunta Turco, accusati di truffa e peculato. I tre, in ragione del ruolo che ricoprivano, avevano la disponibilità dei contributi di denaro pubblico del gruppo consiliare e, secondo i pm, di volta in volta si sarebbero appropriati dei soldi per destinarli ad associazioni vicine ai singoli consiglieri.Il caso esemplificativo è quello del quotidiano on line Nuovo Paese Sera. Alla società che gestiva il giornale sono arrivati 64mila euro in 11 bonifici. A fronte di questi soldi, però, non sarebbe stata realizzata alcuna attività, nonostante la società stessa abbia presentato 11 fatture con la causale “pubblicazione materiale informativo su attività del gruppo inerente le tematiche di politica sanitaria”. In cambio di quei finanziamenti, inoltre, è stata assunta come segretaria amministrativa a Paese Sera, per un anno e mezzo, la figlia di Perilli. Motivo per cui, l’ex tesoriere, dovrà difendersi anche dall’accusa di corruzione. Per non parlare poi dei pranzi e cene a base di ostriche e champagne,della sagra del tartufo finanziata con 5000 euro e fatta passare per un importante convegno e quella di una cena con 25 faggiani,trofei di caccia degustati e poi pagati con i soldi del partito alias soldi pubblici.Il processo comincerà il 22 gennaio 2018 davanti ai giudici dell’ottava sezione del tribunale di Piazzale Clodio.<Siamo certi che il giudice del dibattimento riconoscerà la legittimità e la trasparenza dell’operato dei singoli consiglieri oggi rinviati a giudizio> ha detto il difensore di Perilli, l’avvocato Maria Alicia Mejia Fritsch mentre l’avvocato Antonio Andreozzi, difensore di Montino, dichiara: <Si tratta di un’interpretazione di una normativa regionale in tema di contributi ai gruppi consiliari della Regione. A dibattimento lo spiegheremo>. Luca Reale
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