DI AUGUSTO D’AMBROGIO.
La polemica sull’aumento della TARI a Sora non accenna a spegnersi, e il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Daniele Maura ha deciso di gettare benzina sul fuoco con dichiarazioni che più che chiarire rischiano di confondere ancora di più i cittadini. Nel suo intervento, presentato come un “atto di trasparenza”, Maura punta il dito contro il sindaco Di Stefano e la governance comunale, ma dietro le parole si cela l’ennesima operazione politica di comodo: accusare senza proporre soluzioni, ergersi a paladino della verità senza assumersi la minima parte di responsabilità.
Retorica facile, problemi complessi
Il consigliere regionale sostiene che “l’aumento sproporzionato della TARI ricade esclusivamente su scelte amministrative discutibili della governance Di Stefano”. Un’affermazione forte, ma priva di quella profondità che i cittadini chiedono alla politica. Perché non basta denunciare i conti, già noti da mesi, né limitarsi a rilevare l’aumento dei costi del personale della società in-house. Quello che manca nell’intervento di Maura è una visione concreta: quali sarebbero, secondo lui, le soluzioni alternative? Quale piano avrebbe dovuto adottare il Comune per garantire un servizio efficiente senza gravare sulle famiglie? Silenzio.
La Regione “innocente”: una comoda autoassoluzione
Maura respinge con forza ogni accusa alla Regione Lazio, definendo “istituzionalmente scorretto” tirarla in ballo. Eppure, è impossibile non notare il paradosso: un consigliere regionale che, invece di assumere un ruolo di mediazione e ricerca di soluzioni per il territorio che rappresenta, si limita a fare da pubblico accusatore. È fin troppo semplice trincerarsi dietro la burocrazia dell’ARERA o dietro il ruolo formale della SAF. I cittadini non vogliono scaricabarile istituzionali, ma risposte concrete. Maura, da esponente di maggioranza in Regione, avrebbe tutti gli strumenti per incidere davvero: perché non li utilizza?
Domande a senso unico
Il consigliere chiede ai cittadini: “Perché altri Comuni non hanno aumentato la TARI?”. Una domanda retorica che dimentica volutamente le differenze strutturali, economiche e gestionali tra i vari territori. È troppo facile paragonare realtà diverse senza entrare nel merito delle specificità di Sora. Un’operazione che serve solo a incanalare la rabbia dei cittadini contro l’amministrazione comunale, senza offrire la minima chiave di lettura alternativa.
Politica di convenienza, non di responsabilità
L’elogio finale a Federico Altobelli, ex consigliere comunale di FdI, suona come un’autocelebrazione di partito più che come un contributo alla soluzione del problema. La sensazione è che Maura stia utilizzando il tema TARI come terreno di scontro politico per rafforzare il proprio posizionamento, non per difendere realmente i cittadini sorani. Perché mentre la città si prepara a una manifestazione di piazza, la politica continua a giocare a scaricare responsabilità, rinfacciare errori e fare propaganda.
Una comunità stanca di proclami
L’intervento di Maura, per quanto presentato come “atto di verità”, rischia di apparire come l’ennesimo esempio di politica gridata, fatta di accuse e parole altisonanti, ma povera di soluzioni e coraggio reale. I cittadini di Sora meritano chiarezza, piani concreti e amministratori che si assumano le proprie responsabilità – locali, regionali e politiche. Non un teatrino di accuse reciproche che, a ogni dichiarazione, aumenta soltanto la distanza tra la comunità e le istituzioni.
La TARI aumenta, le famiglie pagano. La politica litiga. È questo il vero scandalo.
Sora – Tari, Maura scarica ma non convince: retorica e responsabilità mancate
