DI AUGUSTO D’AMBROGIO.
L’Amministrazione Comunale di Sora, e in particolare l’Assessore al Bilancio Loreta Altobelli, si trova al centro di una polemica rovente dopo la pubblicazione del comunicato ufficiale con cui si tenta di “ristabilire la verità” sull’aumento della TARI 2025. Un intervento che, invece di placare gli animi, ha ulteriormente infiammato la rabbia di molti cittadini.
IL COMUNICATO CHE NON PIACE
Con toni didascalici e paternalistici, l’Assessore Altobelli parla di un “modesto” aumento del 12% medio, respingendo con fermezza le critiche che, a suo dire, deriverebbero da una “piccola minoranza armata di social”. Una definizione che appare non solo infelice, ma anche fuori luogo, vista la portata e la coralità delle proteste registrate in città, sia sui social che nelle discussioni pubbliche.
L’Assessore spiega che la crescita della tassa è dovuta esclusivamente all’aumento delle tariffe di conferimento in discarica da parte della SAF, e non a scelte politiche dell’amministrazione. Peccato, però, che questa ricostruzione lasci irrisolto il nodo più scottante sollevato dai cittadini: **perché non sono stati utilizzati i fondi a fondo perduto stanziati dalla Regione Lazio – ben 13,8 milioni di euro – proprio per compensare questi aumenti?**
LA DOMANDA CHE RESTA SENZA RISPOSTA
Una domanda semplice, diretta e legittima. A oggi, nessuna spiegazione ufficiale è stata fornita su come siano stati gestiti (o ignorati) quei fondi regionali. Di fronte a questa mancanza, il comunicato dell’Assessore appare come un tentativo di deviare il discorso, puntando il dito contro i cittadini “colpevoli” di aver diffuso “notizie scorrette”.
Ma la verità è un’altra: **la delusione è palpabile**, e il sospetto sempre più diffuso è che l’Amministrazione comunale tramite l’assessore Altobelli, invece di tutelare i contribuenti in un momento di difficoltà economica generalizzata, abbia scelto la via più semplice, ovvero scaricare l’aumento direttamente sulle famiglie e sulle imprese.
LA PIAZZA SI MOBILITA: PROTESTA VENERDÌ SERA
La reazione non si è fatta attendere. Un cittadino, attraverso i social, ha lanciato un appello chiaro e diretto:
“Venerdì sera ore 21:00, piazza antistante l’entrata del Comune (Chiesa Santo Spirito), chiediamo la presenza dei cittadini per protestare contro gli aumenti della Tari. Vediamo chi aderisce, perché altrimenti restano solo le chiacchiere.”
Un’iniziativa che ha già trovato ampio sostegno, segno che il malcontento sta superando i confini del dibattito online e si sta trasformando in una vera e propria mobilitazione cittadina.
LA TESTIMONIANZA: “ECCO IL MIO AUMENTO, ALTRO CHE 12%”
E a smentire i toni rassicuranti del comunicato dell’assessore Altobelli arrivano testimonianze dirette, puntuali e documentate. Tra queste, quella di una cittadina che ha pubblicato un lungo post di replica, dai contenuti inequivocabili:
“Egregio Assessore Altobelli,
faccio seguito alla vostra risposta alla questione sollevata sul rincaro del tributo TARI 2025.
Mi riferisco, in particolare, alle sue dichiarazioni circa il saldo 2025 che sarà più elevato rispetto a quello del 2024 e che, per questo motivo, l’acconto avrebbe dovuto essere più “leggero”.
A fronte di tale affermazione, mi trovo a doverle segnalare che il mio avviso di pagamento TARI per il 2025 è invece passato da un acconto di €760,00 a uno di €1007,00.
Come potrà verificare, questa cifra non corrisponde ad un acconto “più leggero”, ma rappresenta un aumento di €247,00, pari al 32,5% dell’importo precedente.
Questo dato non solo è significativamente diverso dal 12% da voi comunicato, ma sembra anche contraddire la sua stessa dichiarazione di leggerezza.
Considerata la palese discrepanza tra quanto dichiarato e l’importo che mi è stato richiesto, credo sia opportuno un riesame dei calcoli delle utenze.
Avrei gradito un confronto ma purtroppo da stamane, dai numeri riportati sul comunicato, non vi è stata alcuna risposta.”
Un messaggio lucido, civile, ma che evidenzia una disconnessione allarmante tra la narrazione istituzionale e la realtà concreta dei contribuenti.
UNA COMUNICAZIONE DISTACCATA E PRIVA DI EMPATIA
Il tono del comunicato dell’Assessore ha lasciato molti interdetti. Nessun mea culpa, nessuna autocritica, nessuna apertura a un possibile dialogo con i cittadini. Al contrario, una chiusura netta, quasi arrogante, in cui si ringraziano gli utenti che “si sono messi a disposizione” per regolarizzare la propria posizione, quasi a voler spostare il focus sulle morosità anziché affrontare il problema alla radice.
Nel frattempo, i cittadini si vedono recapitare bollette più salate, con rate che pesano maggiormente rispetto allo scorso anno. E tutto questo mentre le istituzioni locali, teoricamente dalla loro parte, sembrano ignorare le soluzioni possibili – come l’utilizzo dei fondi regionali – per alleviare il peso della tassa.
UN’OPPORTUNITÀ MANCATA
Quello che colpisce maggiormente è la mancanza di visione politica: **si poteva evitare l’aumento**, o almeno contenerlo, usando strumenti già disponibili. Invece, si è scelta una linea amministrativa miope e poco sensibile. Il risultato? Una città sempre più distante dalla sua classe dirigente, e un’Amministrazione che, con ogni probabilità, pagherà politicamente la disconnessione con la realtà quotidiana delle famiglie sorane.
La trasparenza non si predica, si pratica. E al momento, i cittadini di Sora aspettano ancora risposte concrete. Non dichiarazioni d’ufficio.
SORA, TARI +32%: L’ASSESSORE ALTOBELLI SMENTITA DAI CITTADINI. SCATTA LA PROTESTA
