E’ passato più di un anno da quanto si è insediata la giunta De Donatis,ma la città volsca sembra sprofondare nel buio più profondo. Promesse da campagne elettorale e tali sono state, chiaramente non mantenute. Non solo la sanità nel sorano non vede via di uscita ma anche il lavoro che non c’è più e i sorani sono costretti ad emigrare. Oramai Sora sta diventando una città invivibile,sono mesi e mesi che alcune zone sono senza illuminazioni come per esempio in pieno centro, via Filippo Corridoni e via Città di Castello.Manutenzione stradale zero,topi o meglio ratti che vagano tranquillamente per la città a tutte le ore del giorno e della notte,una situazione quasi insostenibile con tombini aperti,fogne a cielo aperto pericolosissimi anche per salute.Il Liri abbandonato a se stesso con la vegetazione che ha superato il limite della decenza.Per non parlare delle siringhe che si trovano quasi ovunque nel centro storico e nelle vicinanze dei parchi, meta naturale dei bambini. Marciapiedi impercorribili,sporchi,vetro ovunque e pieni di erbacce.L’acqua che manca da giorni in gran parte della città e non c’è stato nessun preavviso da parte del comune o del gestore,e i cittadini sono indignati perché sta diventando una situazione insostenibile. Sora è diventata una città allo sbando, un sindaco che sembra essere un fantasma di se stesso e che non partecipa neanche ad eventi importanti,delegando assessori senza sapere quando la fascia tricolore puo’ essere indossata da altri amministratori .La città è diventata irriconoscibile, una volta faro della Valle del Liri. Dovevano cambiare Sora, liberare Sora,ma da chi e da cosa? Forse da un sindaco e da una amministrazione che comunque nel bene o nel male aveva amministrato,cercando di portare linfa vitale ad una economia già devastata dalla crisi. Il volano di tutto forse erano le innumerevoli manifestazioni che si organizzavano in passato, portando migliaia di persone e dando un po’ di ossigeno alle attività’ commerciali segnate da un regresso di una crisi interminabile… e che dire…. MEGLIO L’USATO SICURO.
Marta De Gasperis



