Come tutti sappiamo, l’Italia è stata di recente colpita da un terremoto e la reazione immediata ad un evento del genere è la stessa da decenni: pentimento e scuse per non essere intervenuti prima. Gli italiani si ricordano così che le loro abitazioni, i luoghi in cui lavorano o le scuole dove mandano i figli sono spesso inagibili o comunque non in grado di garantire loro sicurezza in caso di terremoto. L’anno scorso, in veste sia di studente che di presidente di Gioventù Nazionale Sora, partecipai alla protesta degli studenti per chiedere la messa in sicurezza del nostro istituto scolastico – il Liceo classico V. Simoncelli di Sora – che si trova in situazioni precarie, e non voglio vederlo fare la stessa fine delle scuole di Amatrice che sono crollate drammaticamente come castelli di carte. Ciò significa che centinaia di persone, in caso di un terremoto come quello dell’anno scorso, avrebbero scarsissime possibilità di salvezza. La nostra terra è piena di scuole vecchie, create riciclando ospedali, palazzi o caserme, che non rispettano le norme di agibilità. Il Simoncelli di Sora è uno dei tanti istituti italiani che versano in queste condizioni. Noi studenti non vogliamo andare a scuola correndo il rischio di finire sotto le sue macerie e siamo stanchi dei soliti “mea culpa” come unica risposta a queste disgrazie. Chiediamo quindi all’amministrazione provinciale che, prima dell’inizio dell’anno scolastico ormai alle porte, vengano effettuati dei controlli seri e chiari con relativi interventi, in modo da darci le giuste garanzie in merito a studenti, famiglie e personale degli istituti.
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