In questa giornata dedicata alla lotta contro la violenza sulle donne, ci piace ricordare quelle vittime di cui nessuno parla, abbandonate nell’ oblio, ma a cui noi vogliamo rendere, almeno in parte giustizia. È il caso di Antonietta Esposito, prima vittima di femminicidio della nostra città. Un primato triste, ma che merita di essere raccontato. Correva l’ anno 1963, Antonietta veniva ricoverata in ospedale con strane macchie sul corpo. Erano giorni di festa, visto che di lì a poco si sarebbe festeggiata la Pasqua. Antonietta aveva 19 anni e un bimbo di 5 mesi. La diagnosi medica parlava di tubercolosi, ma la realtà era ben diversa. Antonietta subiva violenza, una violenza mai denunciata, mai urlata. Antonietta non aveva la tubercolosi. Quelle macchie sparse su tutto il corpo erano i segni di quell’ inaudita violenza, perpetrata negli anni, e che qualche giorno dopo la sua dimissione dall’ ospedale la portò a morire per mano di un uomo violento.
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