Sora (FR) – La replica del Sindaco De Donatis alla consigliera Petricca in merito al fiume Liri

DEDONATIS

Capisco che da quando la Consigliera Petricca ha smesso di sfilare in pubbliche manifestazioni in forza di deleghe usate solo per rappresentanza, è iniziato a montare un rancore nei confronti di chi l’ha privata ben a ragione di quella visibilità, che adesso cerca di recuperare con uscite pubbliche inopportune e superficiali.Ma procediamo con ordine perché l’argomento trattato è di notevole importanza, perché legato al fiume Liri e all’ambiente urbano ed extraurbano del nostro territorio.I fatti risalgono al 29 maggio u.s. quando, a causa di un evidente inquinamento del fiume Liri mi sono recato con la polizia locale, i carabinieri della Forestale, i tecnici di Arpa Lazio ed i funzionari del Consorzio di Bonifica “Valle del Liri” (Conca di Sora) presso la diga di Valfrancesca, dove si depositava il materiale inquinante.Quel giorno i tecnici di Arpa Lazio fecero gli opportuni prelievi per le analisi di loro competenza.E’ bene individuare le figure e le responsabilità degli attori intervenuti, non certo per la Consigliera che per quanto sprovveduta ben dovrebbe conoscere, ma per i cittadini che devono essere correttamente informati.L’Arpa è l’agenzia regionale deputata al controllo delle fonti e dei fattori di inquinamento dell’ambiente, il Consorzio di Bonifica è lo strumento mediante il quale i consorziati adempiono, fra le altre cose, ai loro doveri riguardo all’esercizio dell’attività agricola, Il Sindaco è la massima autorità del territorio comunale in materia igienico-sanitaria, la polizia municipale e i carabinieri della Forestale assolvono in questo caso a compiti di polizia giudiziaria, dovendo poi informare l’autorità giudiziaria di ogni possibile evento in grado di configurare un possibile reato ambientale.Il fine ultimo di ogni attività in casi come questo è quello di permettere agli organi istituzionali deputati di svolgere per bene il proprio lavoro che deve portare all’accertamento di fatti ed azioni configurabili come reato in questo caso di danno ambientale ed individuare chi lo ha cagionato.Ed è in buona sostanza quanto accaduto: le analisi condotte dall’Arpa quel giorno hanno avuto esito il 12 di agosto, nonostante le continue sollecitazioni alla tempestività fatte dal sottoscritto.E come vuole la prassi inviate dall’Arpa alla polizia municipale che per prima aveva svolto il ruolo di polizia giudiziaria intervenendo sul posto, la quale ricevute le analisi le ha inviate a chi di dovere per gli adempimenti di competenza: Magistratura e Asl.E’ bene sottolineare che quelle analisi e la presenza di metalli pesanti riferitami informalmente, sono la fotografia dello stato delle acque al momento dell’inquinamento, non come la nota della Petricca lascia intendere, come se fosse la situazione di oggi, arrecando in tal modo un grave danno all’immagine della qualità ambientale del fiume e alle attività agricole legate all’uso irriguo delle acque fluviali.E’ inoltre da tener presente che il Consorzio di bonifica, a seguito dell’evento eseguì la chiusura delle condotte idriche di irrigazione e  già il 2 giugno concluse le operazioni di autospurgo del liquame presso la traversa di Valfrancesca.In seguito il Consorzio autorizzò la riapertura delle condotte solo a seguito di ulteriori analisi che l’ente commissionò, analisi che sono state condotte a più riprese anche in seguito per avere la garanzia della qualità delle acque.Per quanto riguarda questa amministrazione il sottoscritto si è immediatamente attivato il giorno 4 giugno per convocare un tavolo tecnico con i Sindaci della Marsica, dei territori a monte di Sora, per individuare un’azione comune al fine di tutelare il Liri l’ambiente dei nostri territori.

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