Non sembra placarsi la protesta dei cittadini del comune di Sora dopo le ultime note pubblicate dall’amministrazione De Donatis. In molti si chiedono se sembra giusto essere pronti a multare le persone che non curano il verde privato, visto l’ordinanza ci si chiede come poter smaltire il fogliame se l’Ambiente non accetta le buste nere? Almeno si creino le condizioni per poter smaltire il verde con le classiche buste nere,sperando che la società Ambiente avverta i cittadini in tempo utile e non come è stato in passato. Girando per la città, si evidenzia uno stato di scarsa attenzione verso il verde pubblico e gli esempi che ci giungono non mancano: <Nel parco ex campo Boario il fogliame secco è, a tutt’oggi, non raccolto dagli operatori dell’ufficio giardini. Basta un attimo di distrazione ed una sigaretta buttata e tutto quel fogliame prende fuoco in pochi istanti. (PRESTATE ATTENZIONE, LE SIGARETTE NON SI BUTTANO PER TERRA SOPRATTUTTO IN PROSSIMITA’ DI FOGLIAME SECCO). Hanno da poco tagliato (finalmente) l’erba ma non è stata raccolta, è stata accatastata insieme al fogliame. Quindi è leggittima la preoccupazione che traspare nell’ordinanza sindacale in memoria anche dei molti incendi che si sono verificati la scorsa estate ma è altrettanto legittima la formale richiesta che lanciamo, a mezzo stampa, che il comune provveda in tempi celeri a prevenire, in ogni forma ed in ogni modo, possibili situazioni di incendio anche per quel che riguarda il verde pubblico>. Il discorso dei parchi sembra essere molto più esteso. Le lamentele non si fermano soltanto al verde pubblico ma anche ai servizi igienici. < Per restare nel tema del parco ex Campo Boario segnaliamo, all’ufficio tecnico competente, l’assenza dei rubinetti alle due fontane (l’acqua è un bene primario inanielabile) ed il bagno costantemente chiuso. Dove dovrebbero fare i propri fisiologici bisogni le persone ma sopratutto gli anziani e i bambini? Sulla questione del bagno poi c’è da aggiungere che quello che vale per Campo Boario vale anche per il Parco Comunale. Li la puzza di chi “minziona” sul prato si sente forte e chiara al passaggio e questo accade perchè il bagno è chiuso. Non stiamo chiedendo la luna ma solo accuratezze che hanno costi irrisori per le casse comunali. > Un’altra cittadina ci chiede: < Qualche tempo fa furono tolte le panchine dal parco comunale per svolgere dei lavori di potatura. Che fine hanno fatto? Torneranno al loro posto un giorno?> Ma il colpo più forte avvertito dai cittadini è stato il comunicato stampa a firma dell’assessore alle politiche sociali di “Forza Italia” Veronica di Ruscio che recita cosi: < Verranno sviluppati nell’arco di sei mesi percorsi di accoglienza integrata coinvolgendo i richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale ed umanitaria ospiti dello SPRAR. L’iniziativa, coerentemente con il DGR del Lazio n. 795 del 28.11.2017, mira a superare la mera assistenza ed accoglienza dei migranti all’interno delle strutture, inserendoli attivamente nel tessuto cittadino come risorsa positiva per la città. I migranti in concreto contribuiranno alla riqualificazione e alla cura di spazi pubblici, come il Parco fluviale “famiglia La Posta”:provvederanno nello specifico alla costruzione di una staccionata di recinzione, alla cura delle aiuole ed alla sistemazione di piante e fiori, oltre alla risistemazione delle aree di sosta, all’abbellimento delle panchine e alla realizzazione di un campo di calcetto. Saranno anche a disposizione dell’ente per le attività di riqualificazione urbana, dopo una fase di orientamento e formazione alle attività di volontariato e sulla sicurezza sul posto di lavoro. A conclusione del progetto, vi sarà un momento di festa, con il rilascio di attestati con l’elencazione delle attività svolte ed un buffet di cibi etnici e locali curato dall’istituto Alberghiero di Sora.> L’Assessore poi ci tiene a ringraziare la Regione Lazio, gli uffici dei servizi sociali, la Coop.va Ethica e l’Associazione “Tofaro Insieme”: «questa iniziativa conferma la volontà dell’Amministrazione di gestire fenomeni complessi in un’ottica costruttiva e dialogante. Costruire percorsi, creare reti e vincere la diffidenza sono obiettivi che la politica deve porsi e raggiungere. Nel budget del progetto è previsto anche l’acquisto di biciclette per facilitare gli spostamenti ed attuare le attività progettuali. La città di Sora si dimostra ancora una volta capace di accogliere e valorizzare i migranti». <Costruttiva e dialogante dice l’assessore? Valorizzare i migranti – ci dice un cittadino arrabbiato – A quanti cittadini sorani disoccupati, padri o madri di famiglia, è stato chiesto di fare quei lavori? Ah già, dimenticavo, la repubblica è fondata sul lavoro A SCROCCO non sul lavoro retribuito. Ma avesse scambiato queste associazioni con il centro per l’impiego? No perchè, qualora non ne fosse a conoscenza, a Sora esiste un CPI in via Cellaro dove c’è una lista di disoccupati ITALIANI lunga che neppure immagina e che non si sono mai visti regalare una bicicletta dal comune. >
Sora (FR) – Il comune si fa autogoal
