Sora – Dramma della disperazione: 31enne tenta il suicidio, salvato in extremis dai carabinieri

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SORA – Momenti di paura nella notte appena trascorsa sul ponte di Napoli a Sora. Erano circa le due quando i mezzi di soccorso sono intervenuti per un giovane di 31 anni che minacciava di gettarsi nel vuoto, deciso a porre fine alla propria vita.

Sul posto sono accorsi i Carabinieri del NORM della Compagnia di Sora che, con prontezza e sangue freddo, hanno evitato la tragedia. Quando i militari hanno raggiunto il ragazzo, questi era già seduto sul muretto del parapetto con le gambe penzoloni nel vuoto: un attimo di esitazione avrebbe potuto trasformare la scena in dramma.

Con tono pacato ma deciso, gli uomini dell’Arma sono riusciti a stabilire un contatto con il giovane, conquistandone la fiducia. Poi, con un’azione rapida e coordinata, lo hanno afferrato e portato in salvo, evitando l’irreparabile.

Il ragazzo, residente a Sora insieme alla famiglia, è apparso sin da subito profondamente agitato e sopraffatto dalla disperazione. Dopo averlo rassicurato e ascoltato, i Carabinieri lo hanno affidato alle cure del personale del 118. Trasportato d’urgenza all’ospedale “SS. Trinità” di Sora, è stato poi trasferito al reparto SPDC di Cassino per ricevere l’assistenza necessaria.

Una vita segnata dalle difficoltà familiari

Secondo quanto trapelato, alla base del gesto vi sarebbe una situazione familiare complessa, caratterizzata da frequenti litigi con i genitori che lo avrebbero portato a sentirsi non accettato. Un dolore silenzioso, esploso proprio nella notte di Ferragosto, tradizionalmente occasione di festa per molti ma, per lui, momento di solitudine e disperazione.

Dietro quel tentato gesto estremo si cela la fragilità di chi, stretto tra incomprensioni e sofferenza, non riesce a intravedere alternative. Fortunatamente, sulla sua strada ha incontrato chi non ha esitato un istante a tendere la mano.

Il salvataggio dei Carabinieri ha evitato il peggio, ma resta ora l’urgenza di un percorso di sostegno reale. Il ragazzo avrà bisogno di cure, ascolto e soprattutto della vicinanza delle istituzioni e della sua famiglia. Non basta averlo tratto in salvo: è necessario accompagnarlo verso un cammino di rinascita e integrazione, affinché non debba più trovarsi solo di fronte al peso delle proprie fragilità.

Foto archivio

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