Una giungla di erbacce, rifiuti maleodoranti e degrado urbano nel cuore della città. La situazione dell’ex Tomassi attualmente area “Serapide” a Sora è ormai insostenibile, tanto da spingere cittadini e associazioni a organizzarsi per una raccolta firme destinata al Prefetto di Frosinone.
Con l’arrivo dell’estate, l’area dismessa di via Buozzi è diventata un ricettacolo di rifiuti, animali infestanti e vegetazione fuori controllo. Serpenti, insetti, topi e odori nauseabondi provenienti da cumuli di immondizia stanno esasperando i residenti, che denunciano la totale assenza di interventi da parte delle istituzioni.
L’ex “Serapide”, oggi in totale abbandono, è da anni al centro delle polemiche. “Non vogliamo più sentire parlare di progetti futuri – afferma una residente –. Abbiamo bisogno di azioni concrete adesso”. Le finestre delle abitazioni vicine si affacciano su un paesaggio desolante fatto di erbacce secche e rifiuti sparsi, con evidenti rischi igienico-sanitari e ambientali.
A farsi portavoce della protesta è l’associazione “Fare Verde”, che insieme a un gruppo di cittadini ha annunciato l’imminente avvio di una raccolta firme. L’obiettivo è quello di sollecitare un intervento urgente di bonifica dell’area, considerata ormai una minaccia per la salute pubblica.
“Il degrado del ‘mostro di cemento’ non è più tollerabile – dichiarano i promotori dell’iniziativa –. Non si tratta di fare polemica politica, ma di restituire decoro e sicurezza a una parte centrale della città”.
Tra le ipotesi in campo anche quella di installare pannelli informativi con immagini che documentino lo stato attuale dell’area, da esporre in strada come forma di sensibilizzazione pubblica.
Nel frattempo, cresce la rabbia tra i cittadini, in particolare tra gli anziani e le famiglie con bambini, che temono per la loro sicurezza. “Abbiamo diritto a vivere in un ambiente pulito – protestano –. Non ci arrenderemo finché non verranno prese misure concrete”.
La petizione sarà formalmente presentata nei prossimi giorni al Prefetto di Frosinone, con la speranza che la mobilitazione civica possa finalmente smuovere le acque e mettere fine a un degrado che si protrae da troppo tempo.
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