Il programma di Raitre “INDOVINA CHI VIENE A CENA” Ha parlato di un fatto molto serio e sconvolgente. Ha fatto un servizio inchiesta sul collare antiparassitario Seresto e ha scoperto molte cose. È uno dei collari antiparassitari più venduti al mondo. Otto mesi di protezione promessa, nessuna prescrizione necessaria, distribuzione capillare in negozi, farmacie e online. Eppure il collare Seresto non è autorizzato ovunque: il Canada, ad esempio, ne ha negato l’approvazione. Motivo? I dati sulle presunte morti e sugli effetti collaterali segnalati su cani e gatti.
Secondo documenti e inchieste giornalistiche statunitensi, sarebbero 4.530 le segnalazioni di morte associate all’uso del collare, la maggior parte negli Stati Uniti. Numeri che hanno fatto esplodere uno scandalo e acceso i riflettori delle autorità americane, dove oggi risulta più semplice associare un evento avverso al prodotto utilizzato dall’animale.
In Europa e in Italia, invece, la situazione appare molto diversa: le informazioni faticano a emergere, le segnalazioni sono frammentarie e, in caso di problemi, risulta difficile individuare responsabilità chiare, vere o presunte.
Un collare da otto mesi, ma con avvertenze microscopiche
Seresto è progettato per essere indossato fino a otto mesi consecutivi. Sul foglietto illustrativo – scritto in caratteri molto piccoli – compare l’avvertenza: “tenere fuori dalla portata dei bambini”. Un’indicazione che solleva interrogativi: in quante famiglie un bambino non abbraccia il proprio cane o gatto ogni giorno?
Il prodotto è acquistabile senza ricetta veterinaria, una facilità che secondo molti esperti e proprietari di animali contribuisce a ridurre la percezione del rischio.
I principi attivi e i dubbi sui pesticidi
Il collare è realizzato in plastica impregnata con due pesticidi. Uno di questi è stato bandito in Europa nel 2018 per l’uso agricolo, perché ritenuto tossico per il sistema nervoso delle api e di altri insetti utili. Un pesticida neurotossico, vietato nei campi, ma consentito – secondo le autorizzazioni vigenti – per cani e gatti.
Tra gli effetti collaterali segnalati figurano atassia, tremori, convulsioni e altri disturbi neurologici, definiti “rari” nelle comunicazioni ufficiali. Una definizione che però viene contestata da chi porta dati, testimonianze e casi concreti.
Il successo commerciale del prodotto è indiscutibile: quasi 4 miliardi di euro di incasso in circa 12 anni. Negli Stati Uniti, tuttavia, le avvertenze più esplicite sono comparse solo dopo una lunga battaglia legale e mediatica.
Il caso di Quick, cane guida mai diventato tale
Tra le storie che alimentano il dibattito c’è quella di Quick, un labrador destinato a diventare cane guida per non vedenti. Il collare Seresto gli viene applicato intorno al 24 maggio 2020, una scelta non della sua affidataria, Morgana, ma della scuola di addestramento.
Nella notte del 25 maggio, il giorno successivo all’applicazione, Quick – allora sei mesi – ha la sua prima crisi convulsiva. Nessun evento precedente, nessuna patologia nota. Da quel momento, le crisi epilettiche diventano parte della sua vita, impedendogli di completare il percorso da cane guida.
La veterinaria, in seguito, consiglia esplicitamente di evitare l’uso del collare, sottolineando la coincidenza temporale tra l’applicazione e la prima crisi. Una coincidenza che, prima dell’introduzione di avvertenze più chiare, difficilmente sarebbe stata anche solo presa in considerazione.
La ricerca di risposte e il viaggio negli Stati Uniti
C’è poi la storia di Silva, il cane di Sergio, colpito da un tumore cerebrale. Dopo una passeggiata in montagna, Silva manifesta gravi problemi di orientamento. La diagnosi parla chiaro: un nodulo al cervello, oggi tenuto sotto controllo solo grazie a cure costose.
Sergio inizia a interrogarsi: cosa è cambiato nelle settimane precedenti? La risposta lo porta al collare antiparassitario. Scoprendo i casi e le inchieste americane, i suoi sospetti trovano un’eco inquietante.
«Mi sembrava assurdo che non se ne parlasse in Europa, in Italia», racconta. Da qui la richiesta ai giornalisti di indagare, di non fermarsi al silenzio.
E così l’inchiesta attraversa l’oceano, arriva negli Stati Uniti, lungo il fiume Delaware, a Philadelphia, dove il caso Seresto è già diventato oggetto di indagini, cause legali e dibattito pubblico.
Multinazionali, controlli e domande aperte
Il caso del collare Seresto riapre una questione più ampia: quanto sono efficaci i controlli sugli antiparassitari per animali? E quanto peso hanno le segnalazioni dei cittadini rispetto agli interessi delle multinazionali?
Autorizzazioni rilasciate da enti di controllo che spesso si rimpallano le responsabilità, avvertenze introdotte solo dopo pressioni mediatiche, e un prodotto che continua a essere tra i più venduti al mondo.
Le domande restano aperte. E, per molti proprietari di animali, il silenzio europeo pesa quanto – se non più – dei numeri emersi oltreoceano.
