«Gira questa voce, però se gira in un paese di sette mila persone, dove tutti si conoscono, sarà vera». Il sindaco Salvuccio Messina parla da Pietraperzia (Enna), nel cuore della Sicilia. La notizia che gira sulla bocca di tutti è che i membri di una famiglia, sei persone, tutti morti di Covid nel giro di un mese, erano convinti «no vax».
La conferma della nipote
A confermare la voce però è stata una nipote, Noemi: «Avevano paura, c’erano stati amici e conoscenti che avevano avuto gravi conseguenze col vaccino. Così tutti avevano scelto di non farlo».Il primo a morire è stato Michele Mancuso 81 anni, alla vigilia di Natale. Non è stato ricoverato. Non ha fatto in tempo. Il 17 gennaio è deceduta Concetta Guarnaccia di 91 anni, la suocera di due figlie di Michele che avevano sposato i suoi «maschietti». Poi cinque giorni dopo è stata la volta di Maria Mancuso, 55 anni, la prima figlia di Michele; la stessa sorte è toccata il 25 gennaio al fratello Vincenzo, 55 anni. Infine due giorni fa gli ultimi decessi: la sorella di Maria e di Vincenzo, Concetta Mancuso, 52 anni e la loro mamma Vincenza Fontanella. Aveva 78 anni.
Le ambulanze
Tutti erano stati ricoverati all’ospedale Umberto I di Enna. «Tutti portati via dalle loro case in ambulanza. Questo lo sapevamo», aggiunge il sindaco. «È stato uno choc. Provocato in particolare dagli ultimi due decessi, le povere donne, mamma e figlia. Hanno gettato nello sconforto il mio paese». La notizia è stata data da un sito locale, Radioluce. Chi ha scritto l’articolo, Gaetano Milino, afferma «che si sapeva che non erano vaccinati, ragion per cui i familiari mi hanno pregato di rimuovere il riferimento, per delicatezza».
Una famiglia come tante altre. Persone conosciute da tutti e stimate. Gli anziani pensionati. Vincenzo descritto come un onesto lavoratore, Concetta faceva la parrucchiera e la sorella Maria la casalinga. Il sindaco li conosceva di vista. «Erano persone del ceto medio. I miei concittadini sono atterriti. Non riesco proprio a capire. La maggioranza dei paesani è vaccinata. Abbiamo fatto le cose per bene. Ho messo a disposizione i locali del Comune per somministrare le dosi. L’Asl è stata celere».
Del nucleo è rimasta in vita una sorella, la più piccola. Che vive in Belgio, a Charleroi. Ha espresso il suo dolore su facebook, postando una foto e commentando: «È la mia famiglia».
fonte Corriere
