Sciopero della scuola, prof e studenti in piazza. Scontri,uova e fumogeni

Scontri tra manifestanti e Forze dell'Ordine durante la manifestazione per la Scuola contro il Governo Renzi. Milano, 13 novembre 2015.  ANSA/MOURAD BALTI TOUATI

Lezioni saltate e traffico in tilt, ma anche fumogeni, cariche della polizia e feriti nelle principali città, oggi, per la protesta del mondo della scuola. Quattromila in corteo a Milano, dove i manifestanti si sono scontrati con la polizia e un professore è rimasto leggermente ferito. Un migliaio a Napoli, dove sono stati fatti esplodere potenti petardi in Piazza Municipio. A Roma, il corteo di docenti, dirigenti, educatori, Dsga e Ata si è unito a quello degli studenti, che manifestano contro la buona scuola di Renzi e la legge di stabilità. Dopo gli scioperi di maggio e giugno contro la legge 107, la successiva approvazione in Parlamento della stessa e la mobilitazione nazionale degli studenti del 9 ottobre, lavoratori e lavoratrici della scuola e collettivi studenteschi sono dunque nuovamente in piazza per dire no alla «distruzione della scuola pubblica» e alla riforma del governo.

Roma

A Roma, doppia manifestazione, con lo sciopero di insegnanti, sindacati, studenti e personale Ata – indetto da Cobas, Unicobas, Anief e Cub che hanno raggiunto il ministero dell’Istruzione e si sono uniti al corteo degli studenti: un unico grande corteo di circa tremila persone (ma arrivati in piazza Montecitorio gli studenti hanno annunciato ai microfoni: «Siamo 7 mila e siamo qui per dire che questa riforma non la vogliamo»), per opporsi alla riforma e agli ulteriori tagli previsti dalla Legge di Stabilità 2016 già approvata dal Consiglio dei Ministri e in questi giorni al vaglio delle Camere. Della riforma della scuola, in particolare, sono contestati alcuni passaggi: i metodi di valutazione degli insegnanti, il sistema scuola-lavoro, il contenuto delle deleghe, che deveno ancora essere discusse in Parlamento. I manifestanti chiedono «la stabilizzazione di tutti i precari ingiustamente esclusi» dalle immissioni in ruolo: oltre 100mila, dice l’Anief: magistrali, con Tfa, Pas, Scienze della formazione primaria, estero e altri ancora. Ma vogliono anche dare battaglia contro «l’umiliante proposta di rinnovo contrattuale (che prevede un aumento medio di 8 euro lordi al mese), dopo sei anni di blocco». Il sindacato chiede al governo «risorse vere, non elemosine, per il rinnovo contrattuale».

Gli studenti

Il corteo degli studenti medi è partito da piazzale Ostiense. Dietro ad un grande striscione con scritto, «Scuole spazi città ci riprendiamo tutto», circa mille studenti si sono mossi alla volta del ministero dell’Istruzione, scortati da blindati delle forze dell’ordine e numerosi agenti. Al loro passaggio su viale Trastevere gli studenti hanno acceso alcuni fumogeni e intonato cori contro il prefetto Gabrielli cui è dedicato anche un grande striscione con scritto «Gabrielli Roma non ti vuole».

Milano

A Milano la manifestazione è partita da Piazza Cairoli. Il corteo si è avviato in direzione Lanza ed ha in testa uno striscione con la scritta «Contro gerarchie e scuole azienda resistiamo alla buona scuola». Oltre a questo, cartelli con le scritte «no al preside sceriffo», «assunzioni per tutti precari» e «boicottare i comitati di valutazione». Al corteo hanno preso parte anche coordinamenti di professori e bidelli oltre a gruppi di militanti dei centri sociali come Cantiere e Casc. «Contro gerarchie e scuola azienda, la buona scuola è quella che resiste!», è lo slogan della giornata. La Polizia ha respinto con una breve carica di alleggerimento un gruppo di studenti che voleva raggiungere il palazzo del Miur, a Milano. Durante la carica, un professore di 50 anni e una ragazza di 18 sono stati colpiti alla testa riportando un taglio.

Torino e le altre città

Una trentina le città italiane che ufficialmente, oltre a Milano, partecipano allo sciopero: Bologna, Catanzaro, Catania, Latina, Genova, Modena e Ferrara. Ma anche Napoli, Torino, Alessandria e Firenze. A Torino alcune centinaia di studenti delle scuole superiori sono partiti dalle vie del centro, contestando la Buona scuola. Alcuni manifestanti, tra cui alcuni insegnanti aderenti alla Cub, hanno acceso alcuni fumogeni. Davanti alla sede della Prefettura, qualcuno ha dato alle fiamme una bandiera del Pd. Imbrattati i muri di una banca. Un centinaio di studenti e giovani dei centri sociali ha occupato lo stabilimento Gtt (Gruppo torinese trasporti) di corso Tortona, per protestare contro il caro trasporti.

Napoli

Due giovani e quattro poliziotti sono rimasti feriti durante l’azione di alleggerimento che le forze dell’ordine hanno eseguito quando il corteo degli studenti in corso a Napoli si stava avvicinando a piazza Trieste e Trento per dirigersi verso la sede di Confindustria. Alla testa del corteo, giovani che indossavano caschi e scudi di polistirolo. Un folto gruppo di giovani, dopo le tensioni, ha abbandonato il corteo. Due studenti sono stati portati in Questura.

Giornata internazionale

E per martedì è in programma una nuova manifestazione studentesca, indetta dalla Rete della Conoscenza (Uds e Link) in occasione della mobilitazione «Vogliamo tutto #pertutti, privilegi per nessuno» che accompagnerà la Giornata internazionale dello Studente. Fra le richieste dei ragazzi, diritto allo studio universale e gratuità dell’istruzione.

Fonte Corriere.it

Foto web

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *