L’ex magistrato e senatore M5S accusa apertamente i poteri che, a suo dire, stanno distruggendo il sistema sanitario pubblico italiano. Un duro atto d’accusa che chiama in causa politica, interessi economici e corruzione sistemica.
In un intervento dai toni forti e drammatici, il senatore del Movimento 5 Stelle ed ex magistrato antimafia Roberto Scarpinato ha denunciato quella che definisce senza mezzi termini “l’omicidio premeditato della sanità pubblica italiana”. Le sue parole, pronunciate in un contesto pubblico e già diventate virali sui social, delineano uno scenario in cui la distruzione del sistema sanitario nazionale non sarebbe frutto di inefficienze casuali, ma parte di un disegno politico preciso e consapevole.
Secondo Scarpinato, i “killer” della sanità pubblica sarebbero quattro, tutti legati da un medesimo obiettivo: fare profitto sulla pelle dei cittadini.
Il primo è rappresentato dai grandi gruppi economici privati: soggetti potenti che vedono nella privatizzazione della sanità una straordinaria occasione di business. “Hanno interesse che la sanità pubblica venga svuotata, per costringere la gente a rivolgersi a quella privata”, ha affermato il senatore.
Il secondo killer, secondo Scarpinato, è il ceto politico regionale, definito “parassitario”, che avrebbe consolidato il proprio potere attraverso reti clientelari e voto di scambio. “Un sistema che non mira a garantire il diritto alla salute, ma a perpetuare se stesso”.
A ciò si aggiunge, come terzo attore criminale, la borghesia mafiosa: una classe affaristica ben organizzata che, secondo l’ex magistrato, opera in stretto legame con la politica e la corruzione, non esitando, quando necessario, a ricorrere anche alla violenza. “Dentro questa borghesia mafiosa – ha sottolineato – la classe medica ha spesso ricoperto un ruolo strategico”.
Infine, il quarto “killer” è rappresentato dal vasto e variegato mondo della corruzione, che Scarpinato definisce “un esercito di sanguisughe” ben inserito nelle maglie del sistema.
A fronte di questo quadro, il senatore non risparmia accuse all’attuale maggioranza di governo, accusata di stare dalla parte di questi interessi: “Non stanno facendo nulla per fermare questo disastro, anzi. Lo stanno favorendo”.
Per Scarpinato, non si tratta di un problema di inefficienza o cattiva gestione, ma di una precisa strategia di smantellamento dello Stato sociale, di cui la sanità pubblica rappresenta la porzione più consistente e simbolica. “La vogliono fare morire – ha dichiarato – perché è un ostacolo alla logica del profitto”.
Il suo appello finale è un invito diretto alla mobilitazione civile e politica: “Dobbiamo impedire che questo omicidio si compia. Mandiamoli a casa. Finché questa gente sarà al governo, non c’è speranza”.
Parole forti, quelle di Scarpinato, che riaccendono il dibattito su un tema centrale per milioni di italiani: la tutela del diritto alla salute in un Paese dove le liste d’attesa si allungano, il personale sanitario è sempre più sotto pressione e le differenze territoriali diventano voragini.
La provocazione del senatore chiama in causa responsabilità precise e pone un interrogativo urgente: il nostro Servizio Sanitario Nazionale è davvero in pericolo? E se sì, chi lo sta smantellando?
Una domanda a cui, oltre alla politica, è ormai la società civile a dover rispondere.
