Di Antonio Tanzilli.
Santa Maria Goretti è una delle sante più giovani della Chiesa cattolica, venerata come esempio luminoso di purezza, coraggio e perdono. Nata il 16 ottobre 1890 a Corinaldo, un piccolo paese nelle Marche, Maria era figlia di contadini umili e devoti. Fin da bambina, si distinse per la sua profonda fede, il carattere dolce e la disponibilità ad aiutare la sua famiglia, che viveva in condizioni di estrema povertà. Dopo la morte del padre, Maria e la sua famiglia si trasferirono a Nettuno, dove vissero insieme alla famiglia Serenelli, con cui condividevano il lavoro agricolo. Proprio lì avvenne il tragico episodio che la portò alla santità. Il 5 luglio 1902, Maria Goretti, appena undicenne, venne aggredita da Alessandro Serenelli, un giovane di 20 anni che tentò di abusare di lei. Maria resistette con tutte le sue forze, gridando: “No! È peccato! Dio non vuole!” Per tutta risposta, Alessandro la colpì con 14 coltellate. Maria fu portata d’urgenza all’ospedale di Nettuno, dove morì il giorno seguente, il 6 luglio 1902, dopo aver perdonato il suo aggressore con queste parole: “Per amore di Gesù, io lo perdono… e voglio che venga con me in Paradiso.” Questo atto di perdono straordinario colpì profondamente Alessandro, che in carcere si convertì, iniziando una nuova vita di penitenza e fede. Dopo la sua liberazione, chiese perdono alla madre di Maria e divenne un frate laico cappuccino, testimoniando la santità della giovane che aveva ucciso. Maria Goretti fu beatificata nel 1947 da Papa Pio XII e canonizzata il 24 giugno 1950 dallo stesso Papa, alla presenza della madre Assunta, che fu testimone della canonizzazione della propria figlia – un fatto unico nella storia della Chiesa. Il suo corpo riposa nel santuario a lei dedicato a Nettuno, che ogni anno accoglie migliaia di pellegrini. Santa Maria Goretti è oggi patrona dei giovani, delle vittime di abusi e dei perdonatori. La sua vita è una testimonianza potente che anche nei cuori più puri può risplendere una fede capace di vincere il male con il bene, l’odio con l’amore, e la violenza con il perdono
