DI AUGUSTO D’AMBROGIO.
La sanità nella provincia di Frosinone è ormai un campo di battaglia dove a rimetterci sono sempre e solo i cittadini. Ospedali al collasso, pronto soccorso sovraffollati, liste d’attesa infinite: questa è la drammatica realtà con cui ogni giorno si scontrano i pazienti e il personale sanitario, lasciato solo a gestire l’impossibile. Eppure, mentre la sanità affonda, la politica continua con il suo teatrino di annunci, passerelle e promesse che non si concretizzano mai.
La gestione fallimentare della Regione Lazio
A capo di questa débâcle c’è la Regione Lazio, con il presidente Francesco Rocca e la presidente della Commissione Sanità, Alessia Savo. Due nomi che dovrebbero rappresentare la guida del settore sanitario, ma che fino ad oggi si sono distinti più per slogan che per soluzioni reali.
Francesco Rocca, ex presidente della Croce Rossa Italiana, era stato presentato come il “salvatore” della sanità laziale, colui che avrebbe risollevato un sistema già in ginocchio. Ma la realtà è ben diversa: il piano per abbattere le liste d’attesa è un fallimento conclamato, i pronto soccorso continuano a essere dei gironi infernali danteschi e i cittadini devono ancora scegliere tra il farsi curare a pagamento o aspettare mesi, se non anni, per una visita specialistica.
E poi c’è Alessia Savo, che da presidente della Commissione Sanità dovrebbe essere in prima linea per difendere il diritto alla salute dei cittadini della provincia di Frosinone. Invece, cosa ha fatto finora di concreto? Le solite dichiarazioni di circostanza, le solite rassicurazioni che non portano a nulla. La verità è che gli ospedali della provincia sono sempre più vicini al collasso, e nessuna misura efficace è stata presa per invertire la rotta.
Il caso dell’ospedale di Sora e la sanità provinciale
Prendiamo l’ospedale di Sora, un esempio emblematico di questa crisi: personale ridotto all’osso, mancanza di attrezzature adeguate, reparti che rischiano la chiusura. E la situazione non è migliore negli altri ospedali della provincia. Frosinone, Cassino, Alatri: ovunque regna l’emergenza, con pazienti costretti a viaggi della speranza verso Roma o addirittura fuori regione.
Eppure, non mancano le belle parole da parte dei politici. Ogni visita istituzionale è un’occasione per nuove promesse, nuovi progetti che puntualmente rimangono sulla carta. Quanti piani di rilancio abbiamo sentito negli ultimi anni? Quante volte ci hanno detto che si stavano investendo milioni per potenziare la sanità territoriale? Intanto, nella realtà, il personale sanitario scappa, i concorsi sono insufficienti e il numero di medici e infermieri continua a calare.
Conclusione: Basta parole, servono fatti
La situazione è insostenibile. La provincia di Frosinone merita una sanità efficiente, accessibile, all’altezza delle necessità dei suoi cittadini. I politici come Rocca e Savo devono smettere di giocare con la salute pubblica e iniziare a dare risposte concrete. Non bastano più le conferenze stampa, le dichiarazioni di intenti e i soliti scaricabarile. Servono azioni immediate: più personale, più fondi, più strutture adeguate.
I cittadini non possono più aspettare. E la politica, se non è capace di risolvere i problemi, dovrebbe almeno avere il coraggio di ammettere il proprio fallimento.
