Sanità, fondi a senso unico: Sora e Alatri ancora una volta dimenticati dalla Regione Lazio

ospedale di Sora

di AUGUSTO D’AMBROGIO

Mentre si annunciano con enfasi nuovi finanziamenti per gli ospedali delle province di Latina e Frosinone, spicca un’assenza ingiustificabile: quella degli ospedali di Sora e Alatri. La Giunta regionale del Lazio ha stanziato 35 milioni di euro per strutture sanitarie che certamente necessitano interventi, ma ancora una volta ha lasciato fuori due realtà fondamentali per la sanità del territorio ciociaro.

Perché Sora e Alatri vengono sistematicamente ignorati?

È una domanda che da anni si pongono cittadini, medici e operatori sanitari che vivono ogni giorno le difficoltà croniche di due nosocomi che, nonostante tutto, continuano a garantire assistenza a migliaia di persone.

Sora serve un vasto comprensorio montano, strategico per l’intera area sud-orientale della provincia. L’ospedale SS. Trinità è punto di riferimento per il pronto soccorso, la chirurgia, l’oncologia e la ginecologia. Eppure, mentre il Santa Scolastica di Cassino riceve 5 milioni di euro per nuovi ambulatori e il Fabrizio Spaziani di Frosinone addirittura 18,5 milioni per un nuovo edificio, Sora resta fuori da qualsiasi investimento strutturale.

Alatri, con il suo ospedale San Benedetto, non è da meno per importanza e bacino di utenza. In passato è stato al centro di promesse politiche puntualmente disattese, ma oggi subisce un’ennesima mortificazione: neanche un euro dei 35 milioni è destinato alla sua riqualificazione.

Dov’è la programmazione equa?

Il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, parla di “rispetto verso comunità che per troppo tempo hanno aspettato interventi veri”. Ma evidentemente il rispetto è selettivo. A quanto pare, i cittadini di Sora e Alatri possono continuare ad “aspettare”, in coda nei corridoi sovraffollati, con strumentazioni obsolete e personale insufficiente.

Maura: trionfalismi fuori luogo

A rendere ancora più amara la notizia è il comportamento del consigliere regionale Daniele Maura (FdI), che si è affrettato ad autocelebrarsi per il risultato del finanziamento, come se fosse il frutto diretto del suo impegno politico. Ma Maura – eletto anche con i voti dei cittadini di Sora e Alatri – sembra dimenticare che proprio quegli stessi elettori oggi sono stati tagliati fuori da ogni beneficio.

Lo stesso Maura ha confermato pubblicamente che l’ospedale SS. Trinità di Sora e il San Benedetto di Alatri non rientrano tra i nosocomi interessati dai finanziamenti. A questo punto, la domanda è inevitabile: c’è una sanità di Serie A per alcuni territori e una sanità di Serie B per altri?

E, soprattutto, è legittimo che un rappresentante eletto da tutti continui a intestarsi meriti per interventi che non tengono conto di una parte significativa del suo stesso elettorato?

Il rischio: una sanità a due velocità

Se non si interviene subito, il rischio concreto è quello di cristallizzare una sanità a due velocità anche all’interno della stessa provincia. Alcuni ospedali moderni e potenziati, altri condannati al declino. E chi paga le conseguenze? Sempre i cittadini, costretti a spostarsi decine di chilometri per ricevere cure adeguate.

Serve una mobilitazione dal basso

A questo punto non bastano più le rassicurazioni o le promesse a mezzo stampa. Serve una mobilitazione vera, dei sindaci, delle associazioni civiche, degli operatori sanitari e soprattutto dei cittadini. Sora e Alatri non possono essere considerati ospedali di serie B. La salute è un diritto, e come tale va garantito ovunque, non solo dove conviene politicamente investire.

La Regione ha ancora tempo per correggere il tiro. Ma il tempo delle attese è finito. Ora servono risposte, fatti e investimenti. Anche — e soprattutto — per chi è sempre stato lasciato indietro.

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