Di Antonio Cristian Tanzilli. Per la valorizzazione dei Santi.
San Nicola da Flüe (1417-1487), conosciuto anche come “Bruder Klaus”, è una delle figure spirituali più amate e venerate della Svizzera. Contadino, uomo di famiglia, soldato, consigliere politico e infine eremita, rappresenta un esempio unico di vita cristiana integrale, segnata dalla ricerca di Dio e dal servizio al bene comune.
Infanzia e vita familiare
Nicola nacque nel 1417 a Sachseln, nel cantone di Obvaldo, in una famiglia contadina. Fin da giovane si distinse per la sua profonda fede e il carattere riflessivo. Prestò servizio militare, partecipando anche a battaglie per la difesa della sua regione, ma mantenne sempre un atteggiamento pacifico e rispettoso della dignità umana.
Si sposò con Dorotea Wyss, dalla quale ebbe dieci figli. Fu un padre premuroso e un uomo di grande senso di responsabilità, impegnato anche nella vita politica e sociale del suo cantone, dove ricoprì incarichi di giudice e consigliere.
La chiamata alla vita eremitica
All’età di 50 anni, Nicola sentì una forte chiamata interiore a ritirarsi dal mondo per dedicarsi completamente a Dio. Dopo aver ottenuto il consenso della moglie e dei figli, si ritirò nella valle del Ranft, presso Flüeli, dove visse come eremita per circa vent’anni.
Secondo le testimonianze, durante il suo eremitaggio sopravvisse senza cibo né bevande, nutrendosi unicamente dell’Eucaristia. Questa vita straordinaria attirò pellegrini e visitatori da ogni parte d’Europa, desiderosi di ricevere consiglio e consolazione spirituale.
Consigliere di pace
Nonostante la vita ritirata, Nicola ebbe un ruolo decisivo nella storia della Svizzera. Nel 1481, durante una grave crisi tra i cantoni confederati, fu chiamato a intervenire. Grazie ai suoi consigli di sapienza e di riconciliazione, contribuì a evitare la guerra civile e a mantenere l’unità della Confederazione elvetica. Per questo è venerato anche come patrono della pace.
Morte e culto
San Nicola da Flüe morì il 21 marzo 1487, nella sua cella eremitica. La sua fama di santità si diffuse rapidamente, e nel 1947 papa Pio XII lo proclamò santo, indicandolo come modello di uomo di pace e di preghiera.
Oggi, la sua figura continua a ispirare credenti e non credenti: esempio di equilibrio tra vita familiare, impegno civile e contemplazione. È riconosciuto come patrono della Svizzera e protettore della pace nel mondo.
