SAN GIOVANNI PAOLO II: IL PAPA VENUTO DA LONTANO

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Di Antonio Tanzilli.
San Giovanni Paolo II, al secolo Karol Józef Wojtyła, nacque il 18 maggio 1920 a Wadowice, una cittadina della Polonia meridionale. Fu una figura straordinaria del XX secolo, protagonista della storia della Chiesa e del mondo per quasi trent’anni, divenendo uno dei papi più amati e influenti di tutti i tempi.
Dalla giovinezza al sacerdozio
La vita di Karol Wojtyła fu segnata sin dalla giovinezza dalla sofferenza: perse la madre a soli 9 anni, il fratello a 12, e il padre quando aveva appena 21 anni. Durante l’occupazione nazista della Polonia, lavorò come operaio in una cava di pietra e poi in una fabbrica chimica, mentre in segreto seguiva gli studi per diventare sacerdote.
Fu ordinato sacerdote nel 1946, e dopo un periodo di studio a Roma, rientrò in Polonia, dove svolse un’intensa attività pastorale, educativa e accademica. Divenne vescovo ausiliare di Cracovia nel 1958 e arcivescovo nel 1964. Partecipò attivamente al Concilio Vaticano II, distinguendosi per la profondità delle sue riflessioni teologiche e filosofiche.
L’elezione a Papa
Il 16 ottobre 1978, a sorpresa del mondo intero, Karol Wojtyła fu eletto papa, primo pontefice non italiano dopo 455 anni. Scelse il nome di Giovanni Paolo II, in onore dei suoi immediati predecessori. Il suo primo saluto dalla loggia di San Pietro divenne storico:
 “Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo!”
Il suo pontificato, durato 26 anni e 5 mesi, fu il terzo più lungo della storia e segnato da un instancabile impegno per la pace, la dignità umana, il dialogo interreligioso e la difesa della vita.
Il Papa viaggiatore
Giovanni Paolo II fu soprannominato “il Papa viaggiatore”: visitò oltre 130 Paesi, portando il messaggio evangelico nei luoghi più remoti e difficili del mondo. Incontrò milioni di fedeli, dialogò con ebrei, musulmani, ortodossi e altre religioni, promuovendo la riconciliazione e la fratellanza tra i popoli.
La sofferenza e l’attentato
Il 13 maggio 1981, subì un grave attentato in Piazza San Pietro da parte del terrorista Mehmet Ali Ağca. Sopravvisse miracolosamente e attribuì la sua salvezza alla Madonna di Fatima, recandosi poi in pellegrinaggio al santuario portoghese. Visitò anche in carcere il suo attentatore, perdonandolo pubblicamente.
Negli anni successivi, il Papa affrontò con coraggio la malattia del morbo di Parkinson, continuando a guidare la Chiesa con fermezza e umiltà, anche nei momenti più difficili della sua salute.
La morte e la canonizzazione
San Giovanni Paolo II morì il 2 aprile 2005, alla vigilia della Domenica della Divina Misericordia, festa da lui stesso istituita. Le sue ultime parole furono:
 “Lasciatemi andare alla casa del Padre.”
Al suo funerale, milioni di fedeli affollarono Roma e tutto il mondo gridò: “Santo subito!”
Fu beatificato nel 2011 da Papa Benedetto XVI e canonizzato il 27 aprile 2014 da Papa Francesco, insieme a Giovanni XXIII.
Eredità spirituale
San Giovanni Paolo II ha lasciato un’enorme eredità spirituale e culturale. Ha scritto 14 encicliche, istituito la Giornata Mondiale della Gioventù, rinnovato il Catechismo della Chiesa Cattolica, promosso la nuova evangelizzazione e combattuto le ingiustizie del comunismo e del materialismo moderno.
Fu un filosofo, poeta, teologo, uomo di preghiera e di azione, ma soprattutto un santo del nostro tempo, capace di parlare al cuore di tutti, credenti e non credenti.
San Giovanni Paolo II, prega per noi!

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